Un’analisi sui servizi a chiamata (DRT), le tendenze del mercato mondiale e la situazione in Italia, con un focus sui principali provider di tecnologie digitali che ne supportano l’operatività.
L’analisi è basata sul “9° Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility” della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, promosso dal MASE e dal MIT, che ha raccolto le informazioni esclusivamente tramite un questionario inviato agli operatori delle piattaforme digitali (IOKI, Padam, Shotl, VIA). Il dataset è stato costruito integrando i dati del report con le informazioni ufficiali sui servizi pubblicate dagli operatori.


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Il Demand Responsive Transport (DRT), o trasporto a chiamata, è un servizio di mobilità flessibile che adatta percorsi e orari in base alla domanda degli utenti, differenziandosi dai tradizionali servizi di linea a orario fisso viene utilizzato principalmente in aree a bassa densità o in fasce orarie a domanda ridotta.
L’evoluzione del trasporto a chiamata ha radici negli anni ‘70, con i primi esperimenti europei ispirati a modelli statunitensi. In Italia, il primo progetto pilota risale al 1987, con l’introduzione di un servizio integrativo in Val Nure in provincia di Piacenza, per supportare le aree a domanda debole. Negli anni ‘90 il trasporto a chiamata ha continuato a diffondersi in Europa colmando le inefficienze del trasporto tradizionale, sia urbano che extraurbano, con progetti pilota in Finlandia e in Italia.
Il settore dei servizi a chiamata ha registrato una notevole espansione nel 2024, con oltre 390 nuovi progetti lanciati a livello globale. Secondo l’ultimo rapporto di mercato “On-Demand Transit 2024”, il numero totale di servizi introdotti dal 2012 ha superato i 2.000, con oltre 1.300 attualmente attivi. Tuttavia, mentre alcune regioni hanno registrato un forte slancio, altre hanno subito una battuta d’arresto.
Un’eccezionale crescita è stata registrata in Asia orientale, con la Corea del Sud, per un totale di quasi 50 nuovi progetti nel 2024. Il Giappone ha raggiunto oltre 50 lanci nel solo quarto trimestre, con una crescita netta del mercato (lancio di nuovi progetti meno chiusura di progetti) è stata di 60 unità. Gli Stati Uniti hanno mantenuto un andamento costante nel 2024, con il lancio di circa 120 nuovi progetti. In Europa, il settore del DRT ha subito un duro colpo nel 2024. Mentre il numero totale di nuovi servizi si attesta ancora a circa 100, la crescita netta si è dimezzata rispetto al 2023, passando ad appena +30 unità. Particolarmente importante è il crollo della Germania, uno dei precursori e un tempo motore della crescita del mercato globale. La ragione principale di questa tendenza negativa è legata all’interruzione delle sovvenzioni europee, federali e statali.

Nel 2024, il numero di progetti di Demand Responsive Transport (DRT) in Italia ha raggiunto quota 56, registrando un incremento del 35% rispetto al 2023 e una crescita di oltre il doppio rispetto al 2022, anno in cui erano attivi 23 progetti.


La distribuzione territoriale evidenzia una netta concentrazione nel Nord Italia, che ospita l’78% dei progetti. Il Veneto risulta la regione con il maggior numero di iniziative attive (13 linee di servizio), seguito da Lombardia (8) ed Piemonte (7). Tra le prime venti aziende di trasporto pubblico in Italia, 14 offrono servizi DRT, con Busitalia Veneto in testa per numero di servizi attivi (5 progetti).

La stagionalità dei progetti DRT è prevalentemente annuale (91%), con operatività principalmente dal lunedì al sabato (40%) e una gestione flessibile degli orari all’interno di fasce predefinite. Il 64% dei servizi è operativo sia mattina che pomeriggio, il 20% garantisce copertura in fasce serali/notturne, il restante è diviso tra servizi esclusivamente mattutini o pomeridiani.

Dal punto di vista tariffario, nel 40% dei casi vengono applicate le tariffe standard del servizio di trasporto pubblico locale. Il 31% dei progetti utilizza tariffe specifiche con un prezzo medio di €2,16, mentre l’11% dei servizi è gratuito. Il restante prevede tariffe flessibili, adattabili in base alle specifiche esigenze del servizio.
Per quanto riguarda la tipologia di servizio il 49% dei progetti copre aree urbane, il 44% garantisce un servizio misto urbano ed extraurbano e il restante 7% esclusivamente extraurbano.
Il Demand Responsive Transport (DRT) rappresenta una soluzione strategica per migliorare la mobilità, soprattutto nelle aree a domanda debole e nei contesti urbani con una copertura limitata del trasporto pubblico tradizionale. Per massimizzare l’efficacia, è essenziale un miglioramento della gestione dei dati, della pianificazione dei percorsi e dell’integrazione tariffaria, come dimostrano le best practices adottate in Austria, Germania e Ungheria, dove il DRT è ben strutturato e armonizzato con il trasporto pubblico esistente.
La sostenibilità economica dei servizi a chiamata nel TPL resta una sfida cruciale, non può basarsi esclusivamente sui ricavi, ma deve essere valutata in termini di “costo cessante”. Senza sovvenzioni, infatti, questi servizi risultano sostenibili solo se sostituiscono quelli di linea, poiché il loro equilibrio economico si misura attraverso il risparmio chilometrico ottenuto a parità di utenza servita.
Il successo dei servizi a chiamata dipende dall’equilibrio tra domanda, efficienza operativa e sostenibilità finanziaria. Per garantire un’espansione stabile e duratura, è essenziale adottare modelli tariffari adeguati, integrarli con i servizi di trasporto tradizionali e assicurare il supporto di finanziamenti pubblici e privati, affinché diventino una componente strutturale della mobilità del futuro.
Note:
*Sono stati considerati i servizi a chiamata attivi al 31/12/2024
** Non sono considerati i servizi di trasporto per persone con disabilità


