Il 2024 si chiude con un nuovo record per il mercato degli autobus elettrici in Europa: sono stati immatricolati 7.779 mezzi elettrici, segnando una crescita del 22,4% rispetto all’anno precedente. Un dato che conferma la transizione in corso nei trasporti pubblici urbani europei, sempre più orientati verso soluzioni sostenibili.

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A emergere con forza è anche un altro fenomeno: la concentrazione del mercato attorno a pochi grandi produttori. Le aziende leader, di seguito riportate, hanno coperto l’83,5% del mercato, in aumento rispetto al 78% del 2023.

Dati estratti da Sustainable Bus
Nota: dati ordinati secondo la quota di mercato 2024
Tra i protagonisti del 2024 troviamo:
- Yutong, azienda cinese, che con oltre 1.000 autobus venduti conquista la leadership assoluta del mercato europeo, raddoppiando le sue immatricolazioni e raggiungendo il 14% di quota.
- Mercedes e Wrightbus si distinguono per tassi di crescita superiori all’80%, segno di un consolidamento anche da parte dei player europei.
- Iveco Bus, con una crescita del +130%, dimostra il dinamismo dell’industria italo-francese nel cogliere le opportunità offerte dalla mobilità elettrica.
- BYD, pur con una crescita più contenuta, mantiene una posizione stabile.
Non tutti però chiudono l’anno con il segno più. Due marchi storici, MAN e Solaris, registrano una forte contrazione (-44,6% e -36,6%), perdendo rilevanza in uno scenario sempre più competitivo.
La Cina accelera: oltre un autobus elettrico su quattro è cinese
Uno dei dati più significativi del 2024 riguarda la performance dei costruttori cinesi. Le aziende provenienti dalla Cina hanno immatricolato 2.065 autobus elettrici in Europa (pari a circa il 13% delle esportazioni globali di autobus elettrici cinesi), con una crescita del +36% rispetto all’anno precedente. La loro quota di mercato è passata dal 24% al 26,5%, consolidando un trend ormai evidente: la Cina sta diventando un attore di primo piano anche nel trasporto pubblico europeo.
La Cina è infatti il più grande mercato di autobus elettrici al mondo, con oltre 554.000 mezzi elettrici su 682.500 circolanti. Questo enorme mercato interno ha creato le condizioni per un’industria robusta, capace di esportare globalmente 15.444 autobus elettrici nel 2024 su un totale di 81.820 veicoli, con una crescita annua del +28,3%.
Il primato della Cina nel settore non è frutto del caso, ma il risultato di una combinazione di fattori strategici. Il Paese rappresenta il più grande mercato mondiale per gli autobus elettrici, sostenuto dalla rapida espansione urbana e da una crescente domanda interna di soluzioni di trasporto pubblico sostenibili. A ciò si aggiungono politiche governative mirate, che hanno incentivato in maniera consistente sia la produzione sia l’acquisto di veicoli elettrici, favorendo così un ambiente ideale per l’adozione di tecnologie a basse emissioni.
Un aspetto determinante è anche il ruolo della Cina nella filiera produttiva delle batterie per veicoli elettrici. Aziende di riferimento come CATL e BYD stanno sviluppando tecnologie all’avanguardia in grado di ridurre i costi e di raggiungere economie di scala grazie all’elevato volume produttivo. Questi vantaggi industriali hanno permesso alla Cina di affermarsi sul mercato globale e di rafforzare la propria presenza internazionale attraverso un crescente flusso di esportazioni.
Nel complesso, la Cina ha saputo trasformare vantaggi industriali e tecnologici in una proiezione strategica verso l’Europa, consolidando la sua presenza anche in un mercato maturo e regolamentato come quello comunitario.
Nell’approfondimento pubblicato in precedenza abbiamo analizzato il ruolo dei produttori cinesi di e-bus a livello mondiale, esaminando le dinamiche e le motivazioni alla base della loro ascesa.


