Dal 1998 al 2023 la produzione media italiana di autobus per il TPL e noleggio è crollata del 92%, passando da 4.000 a 313 veicoli annui. A fronte di una domanda interna stabile, l’Italia è oggi fortemente dipendente dalle importazioni. Nonostante gli investimenti del PNRR, la filiera produttiva nazionale non ha ancora mostrato segnali di ripresa.

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La capacità produttiva italiana di autobus è passata dalle 4.000 unità prodotte nel 1998 alle 148 del 2019, un viaggio durato 21 anni che ha portato alla quasi totale importazione dei mezzi che, giornalmente, trasportano milioni di persone in Italia.
Nel 1998 l’Italia produceva circa 4.000 autobus all’anno, pari all’11% della produzione complessiva dell’Unione Europea. Questa quota ha mostrato nel tempo un andamento altalenante, con periodi di contrazione alternati a fasi di ripresa:
- Tra il 1998 e il 2006, la produzione si è mantenuta su una media annua di circa 3.000 unità;
- Tra il 2007 e il 2011 si è registrato un calo significativo, con una media di 1.100 autobus prodotti ogni anno;
- Tra il 2012 e il 2020 la produzione media è scesa ulteriormente, risultando pari a 401 unità all’anno;
- Tra il 2021 e il 2023 nonostante la recente apertura del polo produttivo di IVECO a Foggia (sostenuto da investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)), la produzione media ha continuato a calare, toccando i 313 autobus prodotti in media all’anno

Elaborazione Basco&T consulting su dati Anfia
Il dato è ancora più sorprendente se si considera che l’Italia possiede il più grande parco mezzi dell’unione europea (circa 100.078 autobus in circolazione, ovvero il 15% del totale dell’unione europea), e che è seconda nel 2024 per numero di immatricolazioni (6.594, pari al 14,4% ).
Infatti, nel 2024, il panorama delle immatricolazioni di veicoli in Italia è dominato da un ristretto gruppo di dieci case costruttrici, responsabili di quasi nove veicoli su dieci. Complessivamente, queste aziende hanno totalizzato 5.831 nuove immatricolazioni, corrispondenti all’88,4% del mercato, una percentuale in lieve aumento rispetto all’anno precedente (88,3% con 4.597 unità).
A guidare la classifica è Iveco, che da sola rappresenta oltre il 44% del mercato con 2.930 veicoli immatricolati. La seconda posizione spetta a Mercedes-Benz, che nel 2024 ha registrato 878 unità (13,3%), seguita da Solaris con 551 veicoli (8,4%). Otokar e Menarinibus occupano rispettivamente il quarto e quinto posto, con 314 (4,8%) e 285 unità (4,3%).
Completano la graduatoria dei primi dieci Ford (262 veicoli, 4,0%), MAN (184, 2,8%), Scania (181, 2,7%), Karsan (134, 2,0%) e Setra (112, 1,7%).
Le restanti immatricolazioni, attribuite a marchi al di fuori della top ten, ammontano a 763 unità nel 2024, pari all’11,6% del totale. Questa quota si mantiene in linea con il dato del 2023, quando i costruttori minori avevano immatricolato 608 veicoli, coprendo l’11,7% del mercato.
Fino alla prima metà degli anni 2000, l’andamento della produzione seguiva una dinamica parallela a quella delle immatricolazioni, suggerendo un legame tra domanda e capacità produttiva.
Tuttavia, il progressivo calo della produzione ha determinato una crescente dipendenza dalle importazioni, con implicazioni significative per il settore industriale nazionale.
In conclusione, l’analisi dell’evoluzione del comparto autobus in Italia evidenzia una disconnessione sempre più marcata tra domanda interna e capacità produttiva nazionale. Nonostante l’Italia mantenga un ruolo di primo piano in Europa in termini di immatricolazioni e dimensione del parco mezzi, la produzione nazionale è in costante calo da oltre due decenni. Il trend negativo non si è arrestato nemmeno di fronte a importanti investimenti pubblici, come quelli del PNRR o l’apertura del nuovo polo produttivo di IVECO a Foggia.
Alla luce di ciò, appare evidente come l’Italia stia sprecando un’occasione strategica per rilanciare un settore che potrebbe svolgere un ruolo centrale nella transizione verso una mobilità più sostenibile e competitiva a livello europeo.
Nell’ articolo del 2 aprile “Mercato autobus europeo: Italia leader per autobus circolanti e immatricolazioni nel 2024, ma la produzione si è spostata all’estero” abbiamo analizzato in dettaglio il mercato italiano degli autobus nel contesto europeo, evidenziando come, pur detenendo il primato per veicoli circolanti e uno dei primi posti per nuove immatricolazioni, l’Italia resti fortemente dipendente dalla produzione estera.


