L’analisi calcola il punto di break-even ‒ il numero di corse annue necessarie affinché l’abbonamento annuale al TPL risulti più conveniente del biglietto singolo ‒ esaminando le tariffe di quindici aziende italiane, grazie a un approccio omogeneo basato sul rapporto tra costo dell’abbonamento e prezzo della corsa.

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Nell’analisi odierna proseguiamo il nostro approfondimento su biglietti e abbonamenti introducendo il punto di break-even, un indicatore chiave per misurare la convenienza economica del trasporto pubblico urbano. A tal fine, abbiamo esaminato le tariffe 2025 di quindici città italiane e rispettive aziende di TPL, per stabilire quante corse annue occorrono affinché l’abbonamento risulti più vantaggioso rispetto all’acquisto di singoli biglietti.
Metodologia
I prezzi del biglietto singolo e dell’abbonamento annuale “standard” (ovvero non sottoposto a sconti o agevolazioni) sono stati raccolti direttamente dalle tariffe ufficiali dei rispettivi gestori di trasporto urbano. Per ciascuna città, il break-even è stato calcolato attraverso la seguente formula:
Break even (corse/anno) = costo abbonamento annuale/ costo biglietto corsa semplice
Tale metodologia permette un confronto omogeneo e immediato fra realtà tariffarie eterogenee.

Elaborazione Basco&T Consulting su dati estratti dai siti ufficiali delle aziende TPL
Risultati
Dall’elaborazione emerge che, in media, un utente deve effettuare 178 corse all’anno (circa 3,4 corse a settimana) per pareggiare il costo dell’abbonamento. Tuttavia, il valore osservato varia notevolmente:
- Valore minimo: Catania – 86 corse/anno
- Valore massimo: Padova – 246 corse/anno
Altre rilevanze significative comprendono:
- Bologna (135 corse),
- Genova (148 corse),
- Firenze (223 corse)
- Cagliari (233 corse)
Le differenze riscontrate sono sintomo di scelte gestionali e modelli di domanda differenti. Abbonamenti con break-even particolarmente basso, come a Catania (AMTS ) e Bologna (T-per), suggeriscono una politica orientata a favorire un uso quotidiano e continuativo del servizio – tipico di utenze pendolari o studentesche. Al contrario, nelle città con soglia di convenienza elevata (Padova, Cagliari), la struttura tariffaria premia un utilizzo intensivo, scoraggiando gli spostamenti sporadici.
Dal punto di vista del singolo viaggiatore, il break-even diventa uno strumento pratico per pianificare le spese di mobilità: chi prevede di effettuare meno di 100 corse all’anno troverà più vantaggioso l’acquisto di biglietti singoli o carnet, mentre un’utenza superiore a 200 corse dovrebbe valutare l’abbonamento, specie nelle realtà con break-even inferiore a 180.
Conclusione
L’analisi del punto di break-even evidenzia chiaramente come il rapporto tra costo dell’abbonamento annuale e prezzo del singolo biglietto vari in modo marcato tra le quindici città italiane esaminate, oscillando da 86 corse/anno (Catania) a 246 corse/anno (Padova), con un valore medio di 178 corse. Questo indicatore sintetico quantifica in modo univoco la convenienza economica del trasporto pubblico urbano, rendendo immediatamente comparabili tra loro realtà tariffarie diverse. La sola variazione di questo rapporto, calcolato esclusivamente sulla base dei listini ufficiali, basta a spiegare le differenze di risparmio potenziale per l’utente in ciascun contesto comunale.
Negli articoli precedenti, Titoli di viaggio nel TPL: Affordability Index e Abbonamenti annuali nel TPL: Affordability Index, abbiamo calcolato la percezione del prezzo del biglietto corsa semplice e degli abbonamenti annuali, secondo il potere di acquisto locale dii 15 città italiane, definendo un Affordability Index: un indicatore che dimostra quanto vengono realmente percepiti i prezzi nel TPL in base al potere di acquisto.


