Il settore del trasporto pubblico locale in Italia è un comparto ampio e complesso, caratterizzato da un numero elevato di aziende, seppur in progressiva riduzione. Tra il 2019 e il 2021, il numero di operatori è sceso da 931 a 838 (-9,9%) anche per effetto delle gare degli ultimi anni, che hanno favorito processi di aggregazione. Nonostante questa contrazione, il settore ha mantenuto una capacità operativa costante, con oltre 49.000 mezzi in servizio, percorrenze annue pari a 1,8 miliardi di vettura-km e oltre 225 milioni di treno-km. Il numero di passeggeri trasportati ha registrato una flessione, passando da 5,5 miliardi a 5 miliardi, mentre il fatturato si è mantenuto stabile intorno ai 12 miliardi di euro.

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Il settore è altamente segmentato, con il 62% delle aziende rappresentato da piccole e micro imprese. Questa struttura comporta una serie di sfide importanti per il futuro. Tra le principali, vi è la necessità di investimenti significativi per il rinnovo del parco autobus, spesso obsoleto. A questo si aggiunge una crescente complessità gestionale, dovuta all’introduzione di obblighi sempre più stringenti che gli operatori devono rispettare. In un contesto di questo tipo, diventa fondamentale perseguire economie di scala, indispensabili per migliorare sia l’efficienza operativa sia la sostenibilità economica delle imprese. A partire dal 2026, inoltre, le gare per l’affidamento dei servizi interesseranno progressivamente tutte le regioni italiane, contribuendo a ridisegnare il mercato e a modificare le attuali dinamiche concorrenziali.
Lo stato delle gare in Italia e come si sono mosse le Regioni negli ultimi 10 anni
Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del Trasporto Pubblico Locale, l’assegnazione dei servizi TPL in Italia presenta forti differenze territoriali.
- Al Nord, la situazione appare più equilibrata: circa la metà dei contratti è stata affidata attraverso gare pubbliche, mentre il 40% è stato assegnato direttamente e il restante 10% tramite modalità in-house.
- Nel Centro, invece, domina nettamente l’affidamento diretto, che riguarda circa nove contratti su dieci. Le gare sono una rarità – appena il 2-3% del totale – e anche il ricorso alla modalità in-house è piuttosto limitato, attorno al 4%.
- Al Sud, l’85% dei contratti è stato affidato senza alcuna gara, mentre solo una minima parte – circa il 10% – è passata attraverso una procedura di gara. L’affidamento tramite in-house ha riguardato meno del 5% dei casi, confermando che nella quasi totalità dei casi, non c’è stata competizione tra le aziende.
Negli ultimi dieci anni, il settore del Trasporto Pubblico Locale (TPL) italiano ha vissuto una fase intensa di riorganizzazione, con l’avvio di processi di razionalizzazione, affidamenti unici, fusioni aziendali e consultazioni pubbliche propedeutiche a nuove gare.

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In Trentino Alto-Adige, per la provincia di Trento è stato avviato nel 2023 il procedimento per l’affidamento in house del servizio TPL attualmente gestito da Trentino Trasporti. Analogamente, per la provincia autonoma di Bolzano, è stata confermata la gestione di SASA S.p.A. fino al 2029, tramite affidamento diretto.
In Piemonte, la consultazione si è chiusa a dicembre 2024, con la partecipazione di oltre 460 soggetti. La gara, del valore complessivo di circa 3 miliardi di euro, doveva partire nella primavera 2025, con contratti attivi dal 2027.
In Lombardia, l’Agenzia del TPL ha avviato nel 2024 una consultazione pubblica per l’organizzazione delle gare nei bacini di Milano, Lodi e Monza-Brianza. Le procedure sono previste entro il 2026. Per bacino di Como, Lecco e Varese, è stata convocata per maggio 2025 una consultazione pubblica finalizzata all’individuazione dei beni essenziali e indispensabili per lo svolgimento dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma.
In Veneto, la Provincia di Rovigo ha avviato la gara nel 2023. Invece in Liguria si sta procedendo verso affidamenti in house.
In Friuli Venezia Giulia, il servizio è stato assegnato nel 2019 al consorzio FVG SCARL, con contratto di 10 anni e 5 di proroga, dunque la scadenza è prevista per il 2029 (o 2034 se si deciderà di prorogare il servizio).
In Emilia-Romagna, la gara regionale è attesa nel 2026, mentre nel caso specifico di Bologna, l’attuale affidamento di TPER S.p.A. è stato prorogato fino al 2029.
In Toscana, dal 2021, tutto il servizio regionale è stato affidato tramite gara ad Autolinee Toscane, con contratto attivo fino al 2032.
Nel Lazio, la gara pubblicata a gennaio 2023 è ancora in fase di valutazione delle offerte. L’inizio del servizio, previsto per il 2024, è stato rinviato al 2026 (salvo ulteriori slittamenti). A Roma, è stato firmato un Contratto di Servizio tra il Comune e ATAC S.p.A. per il triennio 2025-2027. Il contratto di servizio di Cotral invece, in vigore tramite affidamento in house dal 2022, scadrà nel 2032.
In Umbria, la procedura di gara per l’affidamento di 4 lotti, che è stata avviata nella primavera del 2024, è attualmente in fase di stand-by.
Nelle Marche tutti i contratti di servizio sono stati prorogati da disposizioni regionali, fino a settembre 2026.
In Abruzzo, nel 2015, ARPA, GTM e Sangritana si sono unite per formare la Società Unica Abruzzese di Trasporto (TUA) S.p.A. Dal 2017 è titolare del contratto di servizio con la Regione Abruzzo, in affidamento in house providing. La scadenza di tale contratto è prevista per dicembre 2027.
In Campania, nel 2012 MetroCampania NordEst, SEPSA e Circumvesuviana sono confluite nell’Ente Autonomo Volturno, mentre nel 2013 Metronapoli e Napolipark sono state incorporate in ANM. Più recentemente, a febbraio 2025, la gestione dei servizi di Avellino, Caserta e Benevento è stata confermata ad Air Campania.
In Molise, nella città di Campobasso la gara è stata indetta nel 2022 ed il servizio è stato affidato a SATI S.p.A nel 2024.
In Basilicata, la pre-informativa per la gara risale al 2022, ma la gestione è stata prorogata a COTRAB fino al 2026, superando il limite massimo di 15 anni previsto dalla normativa europea.
In Puglia, come nelle Marche, la maggior parte dei contratti sono stati estesi fino al 2026.
In Calabria, dal 2015 si susseguono affidamenti diretti prorogati più volte; l’ultima estensione dei contratti, datata al 2023, ha previsto il prolungamento dei servizi fino al 2026.
In Sicilia, la gara per l’affidamento del TPL extraurbano, avviata nel 2024 e conclusa a febbraio 2025, ha visto la partecipazione esclusiva degli operatori già attivi sul territorio, a cui è stata poi riassegnata la gestione del servizio.
Infine, in Sardegna, nel 2023 la Giunta Regionale ha disposto la proroga dei contratti di servizio, scaduti a dicembre 2021, fino a dicembre 2026.
Al fine di sostenere gli operatori del Trasporto Pubblico Locale e mitigare gli effetti della pandemia, la maggior parte dei contratti di servizio è stata prorogata in virtù del Decreto Legge emanato nel marzo 2022. Tale provvedimento prevede che, nel caso in cui vengano effettuati investimenti da parte degli operatori, e il relativo periodo di ammortamento risulti superiore alla durata residua del contratto di servizio,quest’ultimo possa essere esteso, a condizione che tale estensione non superi il termine del 31 dicembre 2026.
Come anticipato, il 2026 rappresenta un anno cruciale per il TPL, con la scadenza di numerosi affidamenti e l’avvio di nuove gare. Le operazioni di Merger & Acquisition potrebbero giocare un ruolo strategico, aiutando gli operatori a rafforzarsi e a competere in modo più efficace nei futuri affidamenti.
Ma quanto vale davvero un’azienda di trasporto pubblico?
Nel contesto delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A), la valutazione di un’azienda rappresenta un passaggio cruciale, finalizzato a determinare il valore economico in modo coerente e giustificabile. A tal fine, si fa generalmente riferimento a una serie di metodi convenzionalmente utilizzati, che si suddividono in quattro principali categorie:
- il metodo patrimoniale che si basa sul valore netto delle attività aziendali,
- il metodo reddituale invece considera la capacità di generare utili futuri,
- il metodo finanziario basato sull’attualizzazione dei flussi di cassa (DCF) e
- il metodo comparativo che confronta l’azienda con realtà simili tramite multipli di mercato.

Approfondisci i metodi di valutazione di un’azienda di TPL
Tuttavia per una valutazione ottimale, è necessario considerare una serie di variabili qualitative e contestuali che non emergono dalle sole formule matematiche. Questi aspetti vanno tradotti in KPI gestionali e confrontati con benchmark settoriali per ottenere una lettura comparativa efficace. Ulteriore elemento chiave è rappresentato dalle condizioni contrattuali in essere: la tipologia di affidamento, la durata residua, la possibilità di prevedere aumenti tariffari, i meccanismi di indicizzazione dei corrispettivi e la distribuzione dei rischi all’interno della matrice contrattuale. Solo integrando queste dimensioni in un’analisi strutturata è possibile restituire una valutazione realistica e utile ai fini strategici dell’operazione.
Il 2026 rappresenta un punto di svolta fondamentale per il trasporto pubblico locale (TPL) in Italia. L’introduzione di nuove gare e la scadenza dei contratti in essere delineano un futuro in cui la competizione, le fusioni e le acquisizioni saranno determinanti. Le operazioni di M&A potrebbero consentire agli operatori di affrontare con maggiore forza le sfide del settore, ottimizzando risorse e capacità operative. Tuttavia, la frammentazione attuale e la predominanza di piccole imprese rende complessa la transizione verso un modello più efficiente. Nel lungo termine, la centralità delle gare e delle aggregazioni aziendali guiderà la trasformazione del comparto, offrendo nuove opportunità ma anche rischi per chi non saprà adattarsi.


