L’analisi esamina la spesa per investimenti ferroviari in Europa, basandosi sui dati estratti dalla banca dati OECD, aggiornati all’ultima disponibilità del 2022. Sono stati confrontati i vari paesi OCSE, calcolando il rapporto tra investimenti e PIL di ciascun paese per identificare le diverse tendenze di spesa.

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Note:
*Per Italia e Norvegia, non essendo disponibili i dati sulla spesa per investimenti infrastrutturali del 2022, sono stati utilizzati quelli del 2021
Spesa per investimenti ferroviari
La definizione di spesa per investimenti ferroviari infrastrutturali, relativa ai dati OECD, comprende: la costruzione di nuove infrastrutture ferroviarie o l’estensione di quelle esistenti; ricostruzione e rinnovo, sulla rete ferroviaria esistente che non ne modificano le prestazioni complessive; interventi di modifica rilevante che migliorano le prestazioni o la capacità dell’infrastruttura. Rientrano in questa categoria tutti gli investimenti su: terreni, opere permanenti, installazioni fisse, impianti e attrezzature connesse all’infrastruttura ferroviaria. Tale definizione di spesa si distingue dagli investimenti in materiale rotabile (treni, locomotive, carrozze), che non rientrano nella definizione di infrastruttura.
Tra il 2018 e il 2022, la maggior parte dei paesi analizzati ha incrementato in modo significativo gli investimenti nelle infrastrutture ferroviarie. I paesi con la spesa più elevata in valore assoluto sono stati la Francia, con 11,6 miliardi di euro e un incremento del 12,8% rispetto al 2018, seguita dalla Germania, che ha investito 10,3 miliardi con una crescita del 35,7%.
Un caso particolarmente rilevante è quello dell’Italia, che ha aumentato la spesa del 292%, passando da 2,8 miliardi di euro a oltre 11 miliardi, in parte per effetto dei fondi legati al PNRR. Ancora più marcati sono stati gli incrementi registrati in Irlanda (+388%), Lettonia (+718%) ed Estonia (+278%), sebbene in questi paesi i livelli di investimento iniziali fossero nettamente inferiori rispetto a quelli italiani.
Alcuni paesi hanno ridotto gli investimenti nelle infrastrutture ferroviarie. La Grecia ha registrato il calo più marcato, con una diminuzione del -47%, riducendo di fatto la spesa a meno della metà. In Ungheria la contrazione è stata più contenuta, con un calo del -9,9%, mentre il Giappone, nonostante una riduzione significativa del -17,7%, continua a mantenersi tra i principali investitori nel settore.
Il confronto della spesa per investimenti ferroviari con il PIL di ciascun paese nel 2022 è utile per comprendere quanto un paese investa nelle infrastrutture ferroviarie rispetto alla propria capacità economica complessiva.
I paesi con la più alta incidenza della spesa per infrastrutture ferroviarie rispetto al PIL nel 2022 sono:
- Slovenia: 0,68%
- Repubblica Ceca: 0,58%
- Austria: 0,54%
- Italia: 0,53%
- Svizzera: 0,47%
- Lettonia: 0,45%
- Francia: 0,42%
- Ungheria: 0,41%
- Svezia: 0,40%
Questi paesi dedicano una quota significativa del loro PIL agli investimenti ferroviari, segno di una politica infrastrutturale attiva. Slovenia e Repubblica Ceca sono al vertice, con un’incidenza dello 0,68% e 0,58%, rispettivamente. L’Italia (0,53%) si posiziona ai livelli più alti tra i grandi paesi europei, dimostrando un forte impegno negli investimenti ferroviari.
Paesi con economie avanzate, come Germania, Giappone, Francia e Spagna, destinano ingenti risorse alle infrastrutture ferroviarie, tuttavia, l’elevato livello del loro PIL ne riduce l’incidenza percentuale. In particolare, la Germania, nonostante un investimento superiore ai 10 miliardi di euro, registra un rapporto spesa/PIL dello 0,25%, un valore inferiore rispetto a quello di Italia e Francia.
Dati utilizzati:

Un precedente approfondimento ha esaminato la posizione dell’Italia e di Trenitalia nel ranking europeo del trasporto ferroviario.


