IL CAMBIAMENTO CLIMATICO E GLI IMPATTI SUI BILANCI DELLE AZIENDE TPL: il trasporto pubblico è pronto ad affrontare le sfide?

In Italia gli eventi climatici estremi – alluvioni, ondate di calore, tempeste e frane – stanno aumentando e colpiscono sempre più il trasporto pubblico. Le interruzioni di linee, le chiusure delle metropolitane e i disagi per gli utenti non hanno solo effetti operativi: pesano sui bilanci delle aziende TPL, con costi più alti per manutenzioni straordinarie, minori ricavi tariffari e maggiore bisogno di coperture assicurative.
TRASPORTO PUBBLICO E LE SFIDE DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO 1 scaled

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Negli ultimi anni l’Italia sta registrando un aumento significativo degli eventi climatici estremi – alluvioni, ondate di calore, tempeste di vento, frane – con effetti sempre più evidenti sul tessuto economico e sociale del Paese. 

Il settore del trasporto pubblico è tra i più esposti: linee ferroviarie interrotte, metropolitane chiuse per allagamenti, autobus bloccati o deviati per strade impraticabili sono diventati episodi ricorrenti. Questi fenomeni non si limitano a creare disagi agli utenti, ma hanno impatti diretti sui bilanci delle aziende di trasporto, che devono affrontare costi crescenti per riparazioni e manutenzioni straordinarie, riduzioni dei ricavi tariffari dovute alle interruzioni di servizio e un maggiore ricorso alle coperture assicurative. 

Analizzare in modo integrato la frequenza e la distribuzione geografica degli eventi estremi, i loro effetti sulle infrastrutture e sull’offerta di servizio, e le ricadute economiche per gli operatori è quindi fondamentale per comprendere la portata del problema e per orientare le scelte di adattamento e resilienza del sistema di trasporto pubblico italiano.

GLI EVENTI CLIMATICI

I dati sono stati raccolti mediante l’Osservatorio Città Clima di Legambiente e il report “Soluzioni e strategie per gli investimenti infrastrutturali in un contesto di adattamento ai cambiamenti climatici e di mitigazione delle emissioni di gas-serra” del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.
Nel 2024 sono stati registrati 351 eventi meteorologici estremi in Italia, un aumento del +485% rispetto al 2015 (in cui erano 60).

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Fonte: Legambiente

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Fonte: Legambiente

Tra il 2023 e il 2024 il numero totale di eventi è calato del 7%, passando da 378 nel 2023 a 351 nel 2024. Nonostante questo nel 2024 gli eventi estremi che hanno coinvolto il TPL sono aumentati del 10% rispetto al 2023. 

Non tutte le categorie hanno seguito la stessa tendenza:

  • Allagamenti da piogge intense: crescono del 13% rispetto all’anno precedente, confermandosi la tipologia più frequente (38% del totale 2024).
  • Esondazioni fluviali: terza voce per incidenza sul totale 2024(13%), cresce del +31% in più rispetto al 2023.
  • Danni da siccità prolungata: l’aumento più marcato, +62% rispetto al 2023, quasi il 10% del totale eventi 2024.

Al contrario, altre categorie registrano forti cali rispetto l’anno precedente:

  • Temperature record: -95%, passando da 20 casi nel 2023 a un solo caso nel 2024.
  • Mareggiate: -69%, scese a 8 casi, da 26 casi registrati nel 2023
  • Danni alle infrastrutture: -43,75%, dimezzati (da 16 a 9)
  • Danni da vento e da grandinate: calano rispettivamente del 24% e del 23% rispetto al 2023.

In sintesi, nel 2024 sono aumentati i fenomeni legati all’acqua (piogge intense, esondazioni) e alla siccità, mentre sono diminuiti quelli legati a vento, grandinate, mareggiate e temperature record.
Questa polarizzazione suggerisce che il rischio climatico non è in calo, ma si sta spostando su eventi sempre più concentrati e intensi, con impatti molto forti sul trasporto pubblico locale e sulla gestione delle infrastrutture.

GLI EFFETTI DEGLI EVENTI CLIMATICI SUL TPL

Il Trasporto Pubblico Locale (TPL) in Italia è per sua natura multi-modale: integra autobus, tram, metro e altri mezzi che utilizzano contemporaneamente strade, binari, ponti, gallerie, stazioni, terminal e depositi. Questo sistema prevede l’impiego di infrastrutture molto diverse – in superficie, sopraelevate o sotterranee – e su servizi di supporto come reti elettriche, rifornimenti di carburante, smaltimento delle acque piovane e reti digitali per la gestione del servizio.

Questa compresenza di elementi diversi rende il TPL particolarmente vulnerabile ai fenomeni climatici estremi. Un evento meteo intenso può infatti colpire contemporaneamente più infrastrutture, provocando danni e disagi a catena che si ripercuotono sull’intera rete urbana e sui passeggeri, con conseguenze sia economiche che sociali.

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Fonte: MIMS

Gli effetti variano a seconda del fenomeno climatico:

Ondate di calore

  • l’asfalto si ammorbidisce e si deforma, aumentando così i costi di manutenzione; 
  • nei pavimenti in cemento le dilatazioni creano fessure; 
  • i mezzi su gomma consumano di più, anche per l’uso intensivo dell’aria condizionata.
  • Tram e metro rischiano guasti o deformazioni di binari e linee aeree, di conseguenza aumenta l’attesa per i passeggeri che soffrono sotto fermate poco ombreggiate e mezzi surriscaldati, con il rischio di spostarsi verso l’auto privata.

Ondate di freddo: 

  • le basse temperature causano contrazioni e crepe nell’asfalto;
  • ghiaccio e neve riducono l’aderenza degli pneumatici sulla superficie stradale, generando problemi di sicurezza dei veicoli, rallentamenti e irregolarità del servizio; 
  • La presenza di neve e ghiaccio aumenta i costi per la rimozione e l’energia necessaria per il riscaldamento a bordo. Anche qui, i passeggeri possono preferire l’auto privata per maggior comfort, diversionando la domanda.
  • Rottura delle rotaie

Incendi: 

  • eventi rari ma molto distruttivi, che possono danneggiare e/o compromettere le attrezzature, veicoli, depositi e infrastrutture – soprattutto metropolitane – con elevati costi di ripristino e riduzione di esercizio.

Allagamenti, esondazioni e inondazioni costiere: 

  • spesso non danneggiano in modo irreparabile le strutture, ma provocano interruzione  dei servizi, richiedendo evacuazioni e interventi di emergenza, soprattutto in ambienti sotterranei. La scarsa manutenzione di tombini e caditoie può aggravare l’impatto.
  • Deviazione di percorso che provoca maggiori consumi

Frane: 

  • rare in contesto urbano, ma quando avvengono provocano gravi danni strutturali alle vie e agli impianti, con alti costi di ripristino e riduzioni del servizio.

Tempeste di vento: 

  • possono abbattere alberi, pali e arredi urbani intralciando le vie di transito e bloccando la circolazione. Di conseguenza sono necessari interventi rapidi per la rimozione.
  • Ribaltamento dei veicoli

In sintesi, i fenomeni climatici estremi producono danni fisici alle infrastrutture, che nella maggior parte dei casi provocano interruzioni del servizio (diminuzione dei ricavi tariffari) e costi aggiuntivi per la manutenzione, peggiorando allo stesso tempo il comfort dei passeggeri. Tutto ciò ha effetti negativi non solo sulla domanda di trasporto pubblico, ma anche sulle esternalità ambientali e sociali, perché più persone rischiano di tornare all’auto privata, aumentando traffico ed emissioni.

GLI EFFETTI DEGLI EVENTI CLIMATICI SUI DATI DEL BILANCIO

Questo tema riveste un rilievo significativo anche sul piano economico, poiché i danni alle infrastrutture e alla mobilità generati dal cambiamento climatico risultano tra i più rilevanti. Secondo un rapporto del MIMS, le proiezioni stimano entro il 2050 un impatto economico pari a circa 5 miliardi di euro l’anno, ovvero fino a 12 volte superiore rispetto ai livelli di danno attuali.

L’incremento della frequenza e dell’intensità degli eventi climatici estremi – piogge intense, esondazioni fluviali, ondate di calore e tempeste – produce effetti sempre più marcati sul trasporto pubblico locale. Oltre ai danni diretti a strade, binari, gallerie, fermate e depositi, tali fenomeni possono determinare un aumento significativo dei costi di manutenzione e delle coperture assicurative. Mediamente, le spese assicurative incidono tra il 2% e il 5% dei costi di produzione, mentre la manutenzione pesa per il 3%–10%.

Le interruzioni di servizio dovute a tali eventi si traducono inoltre in una contrazione dei ricavi tariffari, componente che rappresenta circa il 20%–30% del valore della produzione, con effetti rilevanti sul fatturato complessivo.

In conclusione, la crescente frequenza e intensità degli eventi climatici non solo compromette la continuità operativa del TPL, ma può mettere sotto pressione nel lungo periodo anche la sostenibilità economica delle imprese del settore.

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