EQUITÀ TARIFFARIA NEL TPL: PERCHÈ I TURISTI DOVREBBERO PAGARE UN TICKET DEDICATO

L’analisi proposta introduce un ticket turistico, basato su dati comparativi di spesa media giornaliera e costo del TPL nei Paesi d’origine. A Roma, i residenti finanziano il servizio con circa 299 euro annui in tasse, un contributo che li rende già “abbonati impliciti”. L’introduzione di un biglietto unico turistico da 2,90 € permetterebbe di riequilibrare il sistema, generando nuove risorse senza gravare sui cittadini.
ticket turistico

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Tariffe turistiche
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In uno scenario in cui i trasporti urbani faticano sempre più a trovare coperture adeguate dai bilanci regionali, il ruolo delle entrate da bigliettazione assume un’importanza strategica e irrinunciabile. Mentre le Regioni, alle prese con stanziamenti nazionali spesso insufficienti, sono costrette a dirottare risorse verso priorità sanitarie e infrastrutturali di emergenza, il tradizionale finanziamento pubblico del TPL – che per oltre il 70 % si basa su trasferimenti – rischia di ridursi drasticamente, con evidenti ripercussioni su frequenze, manutenzione e rinnovo flotta.

In questo contesto, valorizzare il gettito derivante dalla vendita dei biglietti non è più soltanto una questione di efficienza contabile, ma una vera e propria leva di sostenibilità del servizio: ogni euro incassato al tornello è carburante per garantire corse puntuali, linee capillari e investimenti in nuove tecnologie e veicoli a basso impatto ambientale. Allo stesso tempo, una maggiore autonomia tariffaria riduce la vulnerabilità di bilancio e permette di pianificare a lungo termine, senza dover continuamente sperare in “salvataggi” straordinari dallo Stato o dalla Regione.

Per questo motivo, abbiamo deciso di condurre uno studio approfondito volto a definire l’introduzione di un biglietto a prezzo maggiorato dedicato specificamente ai turisti, da noi denominato “Ticket Turistico”.
Questa scelta si basa sulla consapevolezza della superiore capacità di spesa di questa categoria di utenti, i quali spesso utilizzano il TPL in modo occasionale e per finalità ricreative. L’applicazione di una tariffa differenziata per i visitatori si giustifica ulteriormente se si considera che i residenti contribuiscono già al finanziamento del TPL attraverso le tasse; ad esempio, a Roma, secondo i dati più recenti del 2019, le tasse sul TPL ammontano a 299,1 euro all’anno per residente. Questo valore è molto simile al prezzo di un abbonamento annuale, il che fa lievitare il costo reale del singolo biglietto, per chi ne usufruisce occasionalmente, dagli 1,5 euro nominali ad un valore stimato di circa 3 – 3,30 euro. L’obiettivo dell’analisi è delineare un modello tariffario equo e sostenibile, capace di generare nuove risorse senza gravare ulteriormente sui residenti, garantendo al contempo un servizio di trasporto pubblico efficiente e accessibile a tutti.

Il metodo adottato si basa su una raccolta selettiva e ponderata di dati provenienti da fonti ufficiali – in particolare ISTAT per i dati relativi alle presenze turistiche e la Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici, la quale ha elaborato i dati relativi alla spesa media giornaliera dei turisti in Italia sulla base delle rilevazioni della Banca d’Italia, suddivise per Paese di provenienza.
Nel nostro studio abbiamo deciso di prendere in considerazione solo quei paesi che abbiano registrato un tasso di presenze superiore al 2%, per un totale complessivo del 68%.

L’analisi è stata sviluppata in più fasi:

  • Per ciascun Paese di provenienza, è stata rilevata la percentuale di presenze turistiche totali in Italia.
  • Sono stati raccolti i dati relativi alla spesa media giornaliera sostenuta in Italia da ciascun gruppo di turisti.
  • È stato rilevato il costo del biglietto della corsa singola del TPL nelle capitali dei Paesi considerati.
  • A partire da questi dati, è stato stimato il prezzo “equo” del biglietto in Italia per ogni gruppo, proporzionato alla loro spesa media.
  • Si è quindi calcolata la varianza rispetto al prezzo di Roma attuale (1,50 €), per valutare il grado di coerenza percepita.

Infine, tramite ponderazione basata sulle percentuali di presenze, sono stati ricavati due valori sintetici: il biglietto stimato medio (2,30 €) e il biglietto ponderato (2,80 €), che riflette meglio la distribuzione reale dei turisti. Il prezzo unico proposto, pari a 2,90 euro, è stato calcolato dividendo la spesa turistica ponderata (135,33€) per la spesa media italiana (133,6€), rapporto moltiplicato per il prezzo del biglietto ponderato.
Questo valore tiene dunque in considerazione non solo la percentuale di presenze turistiche in italia, ma anche la differenza nelle spese medie tra turisti italiani e turisti europei.

Risultati dell’analisi

Dall’elaborazione dei dati emerge che il biglietto attuale da 1,50 € risulta, per la maggior parte dei turisti stranieri, inferiore sia alle tariffe che sono abituati a pagare nei loro Paesi, sia alla spesa proporzionale che sostengono in Italia. In particolare, turisti provenienti dagli Stati Uniti, dalla Svizzera, dal Regno Unito e dalla Germania mostrano una capacità di spesa significativamente più elevata, che giustificherebbe un prezzo del biglietto ben superiore a quello in vigore.
D’altro canto, turisti provenienti da Paesi come la Spagna, la Polonia e l’Austria risultano più sensibili al prezzo: per questi gruppi, il valore stimato equo del biglietto risulta inferiore a 1,50 €, suggerendo una potenziale sovrattassa implicita.

Conclusioni

L’analisi suggerisce che un ticket unico per i turisti internazionali dell’ordine di 2,90 euro sia non solo sostenibile, ma anche opportuno dal punto di vista economico. Questa cifra è in linea con le abitudini di spesa dei visitatori, riflette un criterio di equità tra i diversi mercati di provenienza e rappresenta un’occasione per valorizzare economicamente il servizio pubblico, mantenendo comunque un elevato livello di accessibilità.

Una revisione mirata delle tariffe riservate ai turisti — sul modello di città come Tallinn in Estonia – potrebbe dunque contribuire a un sistema di trasporti più equo, più sostenibile e meglio finanziato, in grado di rispondere sia alle esigenze locali sia alle aspettative di chi visita il Paese.

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