INDICE DI COPERTURA DEL TPL IN EUROPA: un modello composito per misurare accessibilità e capillarità del trasporto pubblico su gomma

L’analisi si basa sull’evoluzione del trasporto pubblico su gomma nei Paesi UE, con particolare attenzione alla consistenza del parco autobus, alla sua distribuzione in rapporto alla popolazione e al territorio, e all’efficacia complessiva del servizio per accessibilità e capillarità tramite la definizione di un “Indice di Copertura”.
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Il trasporto pubblico locale rappresenta una componente fondamentale delle politiche di mobilità sostenibile, inclusione sociale e sviluppo urbano. Tra le diverse modalità, il trasporto su gomma – e in particolare il servizio autobus – continua a svolgere un ruolo centrale nella connettività quotidiana di milioni di cittadini europei, soprattutto nelle aree non coperte da reti ferroviarie o metropolitane.

Negli ultimi anni, l’emergenza sanitaria, le transizioni ecologica e digitale, e i nuovi investimenti legati ai Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR) hanno ridefinito le priorità e gli assetti del trasporto pubblico in tutta Europa. Tuttavia, la disponibilità effettiva del servizio, la sua distribuzione sul territorio e la sua accessibilità per la popolazione restano estremamente eterogenee tra i diversi Paesi dell’Unione.

A partire da questi presupposti, il presente articolo propone un’analisi comparativa della rete autobus nei Paesi UE, con l’obiettivo di indagare quanto il servizio sia capillare e diffuso e di valutarne le eventuali differenze.

Andamento della flotta autobus in Europa
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Secondo l’ultimo report ACEA – Vehicles on European Roads pubblicato a gennaio 2025, nel 2019, il valore totale degli autobus circolanti in Europa era di 679.286, sceso a 662.142 nel 2020 (-2,5%). Nel 2021 si è registrato un aumento a 667.164, seguito da un ulteriore aumento nel 2022 con 673.307, fino a raggiungere 679.801 nel 2023. La variazione complessiva tra il 2019 e il 2023 è pari all’1,0%.

Nel 2023, l’Italia registra il numero di autobus circolanti più alto tra i paesi europei con 100.078, rappresentando il 14,7% del totale dell’Unione Europea. Seguono la Francia, con 93.928 (13,8%), la Germania, con 84.628 (12,4%), e la Polonia, con 81.754 (12,0%). La Spagna si attesta a 62.881, pari al 9,2% del totale europeo. 

Tra i paesi con i valori più bassi nel 2023, si trovano il Lussemburgo, con 2.649 (0,4%), la Slovenia, con 2.197 (0,3%), Cipro, con 3.099 (0,5%), e l’Estonia, con 3.666 (0,5%).

Alcuni paesi hanno registrato un aumento rispetto al 2019:

  • Lussemburgo è passato da 2.220 a 2.649 (+19,3%)
  • il Portogallo da 16.800 a 18.900 (+12,5%)
  • la Romania da 52.729 a 55.994, (+6,2%)
  • la Lituania da 7.646 a 8.044 (+5,2%)
  • la Spagna da 60.302 a 62.881 (+4,3%)
  •  l’Austria da 10.148 a 10.632 (+4,8%)

Altri paesi hanno registrato una diminuzione rispetto al 2019:

  • l’Irlanda è passata da 10.944 a 6.922 (-36,8%)
  • l’Estonia da 5.221 a 3.666 (-29,8%)
  • la Finlandia da 12.481 a 11.000 (-11,9%)
  • la Lettonia da 3.979 a 3.507 (-11,9%)
  • l’Ungheria da 19.450 a 17.427 (-10,4%)
  • i Paesi Bassi da 10.032 a 9.079 (-9,5%)

L’Italia è rimasta stabile rispetto al 2019, con una variazione del -0,1%.

Numero di autobus per abitante
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Elaborazione Basco&T Consulting su dati ACEA ed EUROSTAT


NOTA: dati di Malta e Bulgaria non disponibili


Il numero di autobus circolanti ogni mille abitanti in ciascun paese dell’Unione Europea è un indicatore che permette di confrontare la diffusione del trasporto pubblico su gomma nei diversi Stati membri, offrendo una panoramica sulla disponibilità di mezzi di trasporto collettivo in rapporto alla popolazione. 

In cima alla classifica troviamo Lussemburgo, che con 4 autobus ogni 1.000 abitanti si distingue nettamente dagli altri paesi europei. Anche Cipro presenta un valore elevato, con 3,3 autobus per 1.000 abitanti, seguito dalla Romania, che registra 2,9 autobus ogni 1.000 abitanti.

Anche alcuni paesi dell’Europa orientale, come Lituania (2,8) ed Estonia (2,7), mostrano una forte presenza di autobus in rapporto alla popolazione. Grecia e Polonia, con 2,6 e 2,2 autobus per 1.000 abitanti, si mantengono sopra la media europea.

Paesi con un numero intermedio di autobus

Intorno al valore medio dell’Unione Europea (1,5 autobus ogni 1.000 abitanti) si collocano diversi Stati:

  • Repubblica Ceca e Finlandia hanno entrambe un rapporto di 2,0
  • mentre Lettonia (1,9), Ungheria e Portogallo (1,8) registrano valori leggermente superiori.
  • L’Italia, con 1,7, si trova in una posizione intermedia, mostrando una diffusione superiore rispetto alla media ponderata europea ma comunque inferiore ad alcuni paesi occidentali.

Scendendo sotto il valore italiano, troviamo diversi paesi dell’Europa centrale e settentrionale:

  •  Slovacchia e Croazia registrano 1,6 autobus ogni 1.000 abitanti
  • Danimarca, Belgio, Francia e Svezia si attestano su un valore di 1,4.

Ancora più in basso troviamo Irlanda e Spagna (1,3), seguite da Austria (1,2) e Slovenia (1,0). La Germania, con 1,0 autobus ogni 1.000 abitanti, si colloca tra i paesi con la minore densità di autobus rispetto alla popolazione. Il valore più basso in assoluto è registrato dai Paesi Bassi, dove circolano solo 0,5 autobus per 1.000 abitanti.

Numero di autobus per km²
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Elaborazione Basco&T Consulting su dati ACEA e EUROSTAT

L’analisi fornita offre una panoramica sulla densità del servizio di trasporto pubblico su gomma, misurata come numero di autobus per chilometro quadrato (km2), in diversi paesi dell’Unione Europea e per l’UE nel suo complesso, coprendo il quinquennio dal 2019 al 2023.
Questo indicatore permette di confrontare la diffusione del trasporto pubblico su gomma nei diversi Stati membri, offrendo una panoramica sulla disponibilità di mezzi di trasporto collettivo in rapporto alle dimensioni del paese. Un valore più alto indica una maggiore copertura territoriale e, potenzialmente, una maggiore accessibilità al servizio.

Variazioni Nazionali e Trend Complessivi

L’analisi dei dati rivela un quadro eterogeneo e dinamico della densità di autobus nell’Unione Europea.

Il Trend Generale dell’Unione Europea

A livello complessivo, l’Unione Europea ha dimostrato una notevole resilienza nel mantenimento della densità del suo servizio di autobus. Partendo da 0,16 autobus per km2 nel 2019, si è registrato un lieve calo di – 1.45% nel 2020, anno fortemente influenzato dalla pandemia di COVID-19 e dalle restrizioni alla mobilità. Tuttavia, la ripresa è stata costante fino a raggiungere i valori pre-pandemici nel 2023.

L’Andamento dell’Italia

L’Italia si posiziona costantemente tra i paesi con una densità di autobus significativamente superiore alla media europea, superata solamente da Belgio (0,54) e Lussemburgo (1,02) (in relazione al 2023).  È importante notare che questi due paesi sono caratterizzati da dimensioni territoriali molto ridotte (Lussemburgo con 2.586 km^2 e Belgio con 30.667 km^2), il che naturalmente favorisce una densità molto più elevata della rete di trasporti. Nel 2019, l’Italia registrava 0,33 autobus per km2, un valore che si è mantenuto molto stabile nel periodo, con minime fluttuazioni. Nel 2020, si è osservato un leggerissimo calo, ma nei due anni successivi i valori sono rimasti pressoché invariati, registrando dunque una lievissima decrescita nel quinquennio (- 0.06%).

I Paesi con le Variazioni Più Ampie

Per identificare le variazioni più significative, abbiamo esaminato la differenza tra i valori massimi e minimi registrati da ciascun paese tra il 2019 e il 2023.

Variazioni in Positivo (Crescita più marcata)

 Il paese che ha mostrato la variazione in aumento più consistente è il Lussemburgo. La sua densità di autobus per km2 è passata da 0,86 nel 2019 a 1,02 nel 2023, registrando una notevole crescita di circa +0,16 (+ 19.3%). Segue il Portogallo, il quale ha registrato una crescita costante con una marcata accelerazione dopo la pandemia, crescendo da 0,18 nel 2019 a 0,20 (+ 12.5%) nel 2023.

Variazioni in Negativo (Cali più marcati)

Sul fronte opposto, il paese che ha subito la variazione negativa più ampia e significativa è l’Estonia. La sua densità è diminuita drasticamente da 0,12 nel 2019 a 0,08 nel 2023, con un brusco calo di -0,04 (- 42.39%) nell’ultimo anno. Anche l’Irlanda ha registrato un calo evidente, passando da 0,16 nel 2019 a 0,09 nel 2020 (- 41.47%), per poi registrare una ripresa fino a 0,10 nel 2023 (+ 8%) con una diminuzione complessiva di circa -0,06 (-36.8%).

Variazioni minori

Restano costanti, o affetti da piccole variazioni tra il 2019 e il 2023, Paesi come Francia (+ 1.73%), Polonia (-1.64%), Repubblica Ceca (+ 0.67%), Belgio (+ 0.47%) e Slovacchia (+ 0.27%).

Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR)

L’analisi della densità territoriale degli autobus può essere ulteriormente arricchita considerando il ruolo delle politiche pubbliche e, in particolare, degli investimenti previsti attraverso i Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziati dal programma europeo Next Generation EU.

L’Unione Europea ha destinato oltre 723 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti per sostenere la ripresa post-pandemica e promuovere la transizione verde e digitale. Una parte significativa di questi fondi è stata indirizzata al settore dei trasporti, inclusi interventi per la modernizzazione del Trasporto Pubblico Locale (TPL).

Nel caso italiano, il PNRR ha allocato risorse consistenti per il settore:

  • 3,6 miliardi di euro per lo sviluppo di sistemi di trasporto rapido di massa (metropolitane, tram e filobus);
  • 1,3 miliardi di euro per l’acquisto di autobus a basse o zero emissioni nelle città metropolitane e nei grandi comuni;
  • 836 milioni di euro per il miglioramento delle ferrovie regionali;
  • 175 milioni di euro attraverso REACT-EU per il rinnovo di circa 437 autobus nelle regioni del Mezzogiorno.

Questi investimenti puntano non solo a ridurre le emissioni, ma anche ad aumentare l’efficienza e l’accessibilità del trasporto pubblico. Tuttavia, come osservato nel caso italiano, la densità di autobus è rimasta sostanzialmente stabile nel quinquennio, suggerendo che, almeno in una fase iniziale, i fondi siano stati destinati soprattutto alla sostituzione di mezzi obsoleti piuttosto che a un aumento netto del numero di autobus. È quindi probabile che gli effetti più visibili in termini di densità si manifesteranno nei prossimi anni, man mano che l’attuazione dei progetti entrerà a pieno regime. Ciononostante, L’Italia si conferma un paese con una rete di autobus particolarmente densa e stabile, un indicatore di un servizio capillare sul territorio.Anche in altri paesi con trend positivi, come il Lussemburgo e il Portogallo, è plausibile che politiche pubbliche mirate e l’accesso a fondi europei abbiano sostenuto l’ampliamento del servizio, pur senza disporre di dati dettagliati sui singoli piani nazionali.

Indice di copertura
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Elaborazione Basco&T Consulting su dati ACEA,  EUROSTAT e ICE 

La presente analisi costituisce un’indagine statistica volta alla creazione di un “Indice di Copertura“, elaborato a partire dai dati precedentemente esaminati.


Questo indice composito è stato elaborato combinando tre variabili chiave: la densità abitativa, la diffusione degli autobus per km² e il numero di autobus disponibili ogni 1000 abitanti. Nel processo, le variabili sono state standardizzate per rapportarle ad un’unità di misura comune e a ciascuna è stato assegnato un determinato peso (rispettivamente 20%, 20% e 60%), riflettendo l’importanza da noi attribuita a ciascun fattore: ad un valore dell’indice maggiore, corrisponde una migliore l’accessibilità (relativa alla copertura territoriale e pro capite) del TPL in quel Paese.
L’analisi dei dati ha rilevato una notevole eterogeneità nella performance del servizio autobus tra i paesi dell’Unione Europea. Al vertice della classifica si posizionano nettamente Lussemburgo (9,17), Cipro (6,00) e Romania  (4,87), indicando che questi paesi offrono un servizio di trasporto pubblico su gomma particolarmente efficace e ben integrato, probabilmente facilitato da una combinazione di fattori come dimensioni territoriali ridotte e/o un buon rapporto di autobus per abitanti, che permettono una maggiore concentrazione e capillarità del servizio. All’estremità opposta si collocano Irlanda (1,80), Svezia (1,58), e Slovenia (1,45) i cui valori suggeriscono una scarsa copertura territoriale e procapite. Questa disparità è ulteriormente evidenziata dal confronto tra il valore medio dell’indice, che si attesta a 3,26, e il valore mediano di 2,67 rappresentato dalla Slovacchia.
L’Italia d’altro canto si posiziona al 10° posto nella classifica con un punteggio di 3,58. Questo valore la colloca significativamente al di sopra sia del valore medio che del valore mediano aritmetico tra i paesi dell’UE, ma anche ampiamente al di sopra dell’ indice ponderato Europeo (2,43) indicando una performance complessivamente superiore alla media europea nel contesto del servizio autobus.
La media superiore alla mediana indica una distribuzione asimmetrica, con alcuni paesi (come il Lussemburgo) che presentano valori eccezionalmente alti e tendono a elevare la media generale.
Questo evidenzia che il modello di calcolo, con i determinati pesi, tende a premiare in modo significativo i paesi che riescono a combinare una buona disponibilità di autobus per abitante con una forte presenza territoriale e/o una popolazione concentrata.

Discrepanza tra media aritmetica e media ponderata
L’apparente divergenza tra il valore medio dei paesi europei (3,26) e quello dell’Unione Europea (2,43), che si colloca al 17° posto nel ranking, è spiegabile sulla base della metodologia adottata per la costruzione dell’indice. L’indice di copertura è stato ottenuto mediante standardizzazione delle tre variabili (autobus per km², abitanti per km², autobus ogni 1000 abitanti) e successiva ponderazione (20%-20%-60%), al fine di enfatizzare l’importanza della disponibilità di autobus per residente. Tuttavia, l’Unione Europea non rappresenta la media aritmetica dei singoli paesi, bensì un’entità aggregata, fortemente influenzata da paesi a grande popolazione e bassa copertura (come Germania, Francia e Spagna). Questo fa sì che i suoi valori standardizzati risultino inferiori alla media, portando a un punteggio finale più basso rispetto alla media semplice. Pertanto, la posizione dell’UE riflette una realtà aggregata ponderata e non una media statistica uniforme tra paesi membri, rappresentando un quadro più realistico della situazione europea.

L’analisi presentata evidenzia le profonde disuguaglianze nella disponibilità, densità territoriale e accessibilità del trasporto pubblico su gomma nei Paesi dell’Unione Europea. Attraverso la costruzione dell’Indice di Copertura, che integra tre dimensioni fondamentali (buses per km², buses per 1.000 abitanti, densità di popolazione), è stato possibile valutare in modo sintetico ed efficace la performance complessiva dei sistemi autobus nazionali.

Paesi come Lussemburgo, Cipro e Romania emergono per la capillarità ed efficienza della loro rete, grazie a una combinazione di territorio compatto e buona dotazione pro capite. All’opposto, Irlanda, Svezia e Slovenia mostrano livelli di copertura molto inferiori alla media europea. L’Italia, con un punteggio di 3,58, si posiziona significativamente al di sopra della media UE (3,26) e dell’indice ponderato dell’Unione (2,43), confermando una rete stabile e relativamente estesa.

La stabilità della densità di autobus in Italia nel quinquennio 2019–2023, nonostante gli investimenti previsti dal PNRR, suggerisce che le risorse siano state finora impiegate soprattutto per il rinnovo della flotta e non per un’espansione quantitativa della rete. Tuttavia, gli effetti strutturali di questi interventi potrebbero manifestarsi nel medio periodo, migliorando ulteriormente l’accessibilità del TPL.

Infine, la discrepanza tra media aritmetica e media ponderata sottolinea la necessità di leggere i dati europei tenendo conto delle diverse dimensioni demografiche e territoriali degli Stati membri: l’efficacia del trasporto pubblico non dipende solo dal numero assoluto di veicoli, ma dalla capacità del sistema di servire capillarmente e in modo equo la popolazione.



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