TPL EUROPEO E MODELLO ITALIANO: perché mancano i grandi gruppi italiani?

L’analisi prende in esame i principali operatori del settore attivi sul mercato europeo, confrontandone dimensioni economiche e operative, tra cui fatturato, numero di dipendenti, tipologia di servizi gestiti e, in particolare, la presenza nei mercati esteri.

TPL europeo e modello italiano scaled

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La mancata formazione di grandi gruppi nazionali nel mercato in Italia, a differenza di quanto avvenuto in altri Paesi europei, è il risultato di una combinazione di fattori storici, normativi e di assetto industriale. Le principali ragioni alla base di questo fenomeno sono riconducibili a:

  • Assenza di un vero e proprio mercato concorrenziale: In molti Paesi europei il TPL è stato progressivamente aperto alla concorrenza tramite gare pubbliche periodiche, con affidamenti chiari e delimitati nel tempo. Questo ha creato le condizioni per lo sviluppo di operatori industriali competitivi, spinti a crescere per acquisire nuovi contratti, anche all’estero. In Italia, al contrario, il ricorso alle gare è stato storicamente molto limitato: la maggior parte dei servizi è stata gestita in affidamento diretto o prorogata senza gara, spesso tramite aziende pubbliche controllate dagli enti locali.
  • Struttura fortemente frammentata: Il sistema italiano è storicamente caratterizzato da centinaia di operatori di piccole o medie dimensioni, spesso radicati localmente e con una governance pubblica. Questa frammentazione ha reso difficile la formazione di player nazionali in grado di competere con i grandi gruppi europei. 
  • Forte radicamento pubblico-locale: In Italia, la maggior parte delle aziende TPL ha una proprietà pubblica locale (Comuni, Province o Regioni), spesso con logiche di controllo più orientate alla gestione del consenso che alla crescita industriale.
  • Limitato accesso ai capitali e ritardo nella patrimonializzazione: Le aziende italiane del TPL hanno spesso patrimoni limitati e ridotte capacità di investimento. Al contrario, i gruppi europei hanno beneficiato di partecipazioni statali, fondi infrastrutturali (come nel caso di del gruppo Arriva passato recentemente in mano al fondo I Squared Capital), quotazioni in borsa (il 45% degli operatori non italiani analizzati è quotato in borsa) o joint venture che hanno consentito di acquisire aziende e partecipare a gare internazionali. Senza massa critica, risorse finanziarie adeguate e governance orientata al mercato, difficilmente un operatore può svilupparsi in chiave multinazionale.
  • Assenza di una regia industriale nazionale: In Italia è mancata una strategia industriale di sistema nel settore del TPL, capace di incentivare l’integrazione tra operatori e la nascita di campioni nazionali.

tabella scaled

Note:

*I dati del Gruppo Go-Ahead Plc e di Nobina AB sono relativi al 2022

**I dati di First Group Plc e di ComfortDelGro Corporation Ltd sono relativi al 2024

***I dati del Gruppo Deutsche Bahn AG sono relativi al solo sistema ferroviario integrato 

Esempi italiani di internazionalizzazione nel TPL

Questi esempi dimostrano che, pur in un settore fortemente localizzato e regolato come il TPL, gli operatori italiani possono esprimere competenze esportabili, cogliendo opportunità in mercati esteri e contribuendo alla costruzione di modelli di mobilità integrata anche al di fuori del territorio nazionale.

Il futuro del TPL italiano tra gare e consolidamento industriale

Anche analizzando i casi italiani spesso considerati tra i più efficienti, emerge con chiarezza quanto sia ancora ampia la distanza rispetto alle best practice europee. La prospettiva dell’avvio delle gare post-2026 potrebbe accelerare processi di consolidamento industriale, favorendo l’ingresso di operatori strutturati e incentivando la crescita dimensionale tramite fusioni, acquisizioni o partenariati strategici. In questo scenario, osservare l’evoluzione dei modelli europei può offrire spunti utili per anticipare le dinamiche competitive e definire strategie di posizionamento. 

Per approfondire, leggi anche la nostra analisi sugli stipendi nel settore del Trasporto Pubblico Locale in Europa.



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