L’Italia, sebbene primo mercato di autobus circolanti in Europa e tra i leader per le nuove immatricolazioni nel 2024, ha progressivamente perso capacità produttiva, con la maggior parte dei veicoli oggi realizzati all’estero, salvo rare eccezioni. Questa situazione evidenzia la carenza di una politica industriale che punta sulla valorizzazione della capacità produttiva nazionale.


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Secondo i dati di ANFIA, nel 2024 le immatricolazioni di autobus nel nostro Paese sono state 6.594, con una crescita del 26,7% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, marchi storici come Iveco hanno progressivamente focalizzato la propria capacità produttiva all’estero, con impianti situati in Francia e Repubblica Ceca. Menarinibus mantiene la produzione interamente sul territorio nazionale, con stabilimenti operativi a Bologna e Flumeri.
Flotta autobus in Europa: l’Italia prima per veicoli circolanti nel 2023
Secondo il report ACEA – Vehicles on European Roads pubblicato a gennaio 2025, il numero di autobus circolanti in Europa è passato da 679.286 nel 2019 a 662.142 nel 2020 (-2,5%), per poi risalire progressivamente: 667.164 nel 2021, 673.307 nel 2022 e 679.801 nel 2023. La crescita complessiva nel quinquennio è pari a +1,0%.
Nel 2023 l’Italia è il Paese con il numero più alto di autobus in circolazione: 100.078 unità, pari al 14,7% del totale in Europa. Seguono Francia (93.928, 13,8%), Germania (84.628, 12,4%), Polonia (81.754, 12,0%) e Spagna (62.881, 9,2%).
Tra i Paesi con i valori più bassi figurano il Lussemburgo (2.649), la Slovenia (2.197), Cipro (3.099) ed Estonia (3.666), ciascuno con una quota compresa tra lo 0,3% e lo 0,5%.
Dal confronto con il 2019 emergono aumenti significativi in Lussemburgo (+19,3%), Portogallo (+12,5%) e Romania (+6,2%), mentre le variazioni negative più marcate si registrano in Irlanda (-36,8%), Estonia (-29,8%) e Finlandia (-11,9%).
Evoluzione del parco circolante di autobus in Europa (2019-2023)

Nota: dati di Bulgaria e Malta non disponibili
Immatricolazioni 2024: trend in crescita, Italia al secondo posto in Europa
Nel 2024 sono stati immatricolati 45.867 autobus in Europa, registrando una crescita del +14,8% rispetto al 2023 (39.953 unità). I cinque principali mercati per volumi sono:
- Regno Unito: 8.657 unità (18,9%)
- Italia: 6.594 unità (14,4%)
- Francia: 6.258 unità (13,6%)
- Germania: 5.382 unità (11,7%)
- Spagna: 4.059 unità (8,8%)
Questi cinque Paesi rappresentano complessivamente il 67,4% delle immatricolazioni europee del 2024. Tra le crescite più rilevanti: Regno Unito (+56,7%), Italia (+26,7%), Polonia (+26,4%) e Spagna (+10,3%).
Complessivamente, i dieci maggiori mercati hanno totalizzato 36.326 immatricolazioni (79,2% del totale europeo).

Nota: I dati si riferiscono ai Paesi dell’Unione Europea, del Regno Unito e dei Paesi appartenenti all’EFTA (AELS – Associazione europea di libero scambio).
Produzione nazionale: tra realtà storiche e nuove dinamiche
Nel mercato italiano le prime dieci case costruttrici rappresentano nel 2024 l’88,4% del totale immatricolazioni, pari a 5.831 unità, mentre nel 2023 la loro quota era dell’88,3%, con 4.597 veicoli.
Nel dettaglio, il marchio con il maggior numero di immatricolazioni nel 2024 è Iveco, con 2.930 unità, pari al 44,4% del totale. Seguono Mercedes Benz con 878 unità (13,3%), Solaris con 551 unità (8,4%), Otokar con 314 unità (4,8%) e Menarinibus con 285 unità (4,3%).
Le successive posizioni sono occupate da Ford (262 unità, 4,0%), MAN (184 unità, 2,8%), Scania (181 unità, 2,7%), Karsan (134 unità, 2,0%) e Setra (112 unità, 1,7%). La categoria “Altro”, che raccoglie i costruttori non compresi nella top 10, totalizza nel 2024 763 immatricolazioni, pari all’11,6% del totale, rispetto alle 608 unità del 2023 (11,7%).

Il primo posto spetta quindi a Iveco, storicamente uno dei principali produttori italiani, che ha progressivamente focalizzato la propria capacità produttiva all’estero, con impianti situati ad Annonay (Francia) e Vysoké Mýto (Repubblica Ceca). Nel 2023 è stato attivato un nuovo polo a Foggia, con una linea dedicata all’assemblaggio di autobus, sostenuto anche da investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Menarini (ex Industria Italiana Autobus), parte del gruppo Seri Industrial, figura tra i primi dieci costruttori con 285 immatricolazioni nel 2024. L’azienda mantiene la produzione interamente sul territorio nazionale, con stabilimenti operativi a Bologna e Flumeri. La società, impegnata nello sviluppo di autobus elettrici in sinergia con FIB S.p.A., è attualmente al centro di una trattativa per la cessione del 25% al gruppo cinese Geely.
Accanto ai grandi produttori, altre realtà italiane hanno mantenuto una presenza industriale autonoma, come nel caso di Rampini Carlo S.p.A., con sede e produzione a Passignano sul Trasimeno. L’azienda è specializzata nella realizzazione di autobus elettrici e a idrogeno di piccole e medie dimensioni. Nel 2024 ha immatricolato 48 autobus, un numero che non consente l’ingresso nella top 10 nazionale, ma che si accompagna a una presenza consolidata anche su mercati esteri.
Il mercato italiano degli autobus dunque rappresenta una quota rilevante a livello europeo sia in termini di flotta circolante sia di immatricolazioni annuali. La produzione nazionale, seppur registrando segnali di ripresa, è oggi limitata e fortemente concentrata all’estero.
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