FRAMMENTAZIONE DEL TPL IN ITALIA: il ruolo chiave delle operazioni di M&A in vista delle gare del 2026

La frammentazione del TPL in Italia impone un cambio di passo. M&A e gare del 2026 saranno cruciali per l’efficienza e la competitività del settore.

La frammentazione del TPL in Italia impone un cambio di passo. M&A e gare del 2026 saranno cruciali per l'efficienza e la competitività del settore.

Condividi su:

Il settore del trasporto pubblico locale in Italia è un comparto ampio e complesso, caratterizzato da un numero elevato di aziende, seppur in progressiva riduzione. Tra il 2019 e il 2021, il numero di operatori è sceso da 931 a 838 (-9,9%) anche per effetto delle gare degli ultimi anni, che hanno favorito processi di aggregazione. Nello stesso periodo, il numero di addetti è diminuito da 124.000 (Report Asstra e Intesa San Paolo, 2022) a 123.000 unità (ReOpen, Invitalia, 2021).

Nonostante questa contrazione, il settore ha mantenuto una capacità operativa costante, con oltre 49.000 mezzi in servizio, percorrenze annue pari a 1,8 miliardi di vettura-km e oltre 225 milioni di treno-km. Il numero di passeggeri trasportati ha registrato una flessione, passando da 5,5 miliardi a 5 miliardi, mentre il fatturato si è mantenuto stabile intorno ai 12 miliardi di euro.

La frammentazione del TPL italiano

Il settore del trasporto pubblico locale (TPL) in Italia si caratterizza per un’elevata frammentazione, con una distribuzione disomogenea dei gestori sul territorio e una netta prevalenza di aziende private. L’analisi dei dati evidenzia come il settore sia composto da una moltitudine di operatori con strutture societarie differenti, dimensioni variabili e una copertura dei servizi eterogenea tra urbano ed extraurbano.

Differenze territoriali nel TPL italiano

Tab1 3

Note: 

*I dati relativi al servizio misto includono anche i gestori dei servizi di navigazione, mentre nella categoria “Altro” rientrano le funivie e i gestori di servizi non chiaramente definiti.

Nel 2021 in Italia erano attivi 838 gestori di trasporto pubblico, con una netta prevalenza del trasporto su gomma (94%). Il trasporto misto rappresentava il 5,1%, mentre il trasporto su ferro si attestava allo 0,7%. Infine, una quota marginale dello 0,4% era costituita da altre tipologie di trasporto, come le funivie.

Dal punto di vista territoriale, il Sud e le Isole ospitano il maggior numero di gestori (57,3%), seguiti dal Centro (17,4%), dal Nord Ovest (25,3%) e dal Nord Est (10,1%). Il trasporto su gomma è dominante ovunque, mentre i servizi multimodali e ferroviari sono distribuiti in maniera disomogenea.

A livello regionale emergono differenze significative:

  • Sicilia e Campania sono le regioni con il numero più alto di gestori (113 e 101 rispettivamente), seguite da Lazio (81) e Sardegna (60).
  • Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Trento hanno il numero più basso, con 3 e 2 aziende.
  • Il trasporto ferroviario è più presente in Lombardia e Toscana, entrambe con 2 gestori ferroviari.
  • I servizi misti sono più diffusi in Veneto (5 gestori), Friuli Venezia Giulia (3), Puglia (3) e Sicilia (7).

Tab2 4

Struttura societaria e tipologia di proprietà

Dei 838 gestori censiti, 584 risultano presenti nella banca dati AIDA (Bureau Van Dijk). La proprietà è prevalentemente privata, con una suddivisione nazionale così ripartita:

  • 79,82% privati
  • 13,98% pubblici
  • 4,60% a maggioranza pubblica
  • 1,59% a maggioranza privata

A livello regionale:

  • Le regioni con una netta prevalenza di gestori privati (oltre il 90%) includono Lazio, Campania, Sicilia, Basilicata e Molise
  • La Liguria è l’unica regione con il 100% dei gestori di tpl pubblici
  • Le regioni con una maggiore incidenza di aziende pubbliche sono Valle d’Aosta (33,3%), Provincia Autonoma di Trento (50%) e Calabria (23%)
  • Il Friuli Venezia Giulia è il territorio con la più alta incidenza di aziende a maggioranza pubblica (60%), seguito dall’Umbria (33%) e dal Veneto (11,5%).
Tab3 1

Dimensioni aziendali: un settore dominato da piccole imprese

Tab4

La Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea classifica le imprese in base al numero di occupati e al fatturato annuo nel seguente modo:

  • Micro impresa: fino a 10 dipendenti e un fatturato annuo massimo di 2 milioni di euro.
  • Piccola impresa: fino a 50 dipendenti e un fatturato annuo massimo di 10 milioni di euro.
  • Media impresa: fino a 250 dipendenti e un fatturato annuo massimo di 50 milioni di euro.
  • Grande impresa: 250 o più dipendenti

Il contesto del TPL italiano è formato principalmente (62,4%) da micro/piccole imprese: 

  • 41,59% piccole
  • 20,88% medie
  • 20,88% micro
  • 11,86% grandi

A livello regionale:

  • Le aziende piccole sono più diffuse in Piemonte, Toscana, Marche, Lazio, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna (oltre il 45% del totale).
  • Le aziende micro sono più presenti in Abruzzo, Campania e Molise.
  • Le aziende medie hanno una forte incidenza in Umbria (66,67%) e Friuli Venezia Giulia (60%).
  • Le grandi aziende si concentrano in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Verso le gare del 2026: il ruolo delle operazioni di M&A

Il settore del trasporto pubblico locale (TPL) in Italia è altamente segmentato, con il 62% delle aziende rappresentato da piccole e micro imprese. Questa struttura pone diverse sfide per il futuro, tra cui:

  •  Investimenti necessari per il rinnovo del parco autobus.
  •  Crescente complessità gestionale, con obblighi sempre più stringenti per gli operatori.
  •  Necessità di economie di scala per migliorare l’efficienza e la sostenibilità economica.
  •  Le gare per l’affidamento del servizio, che a partire dal 2026 interesseranno progressivamente tutte le regioni italiane, ridefinendo il mercato e le dinamiche concorrenziali.

In questo contesto, le operazioni di Mergers & Acquisitions (M&A) potrebbero rappresentare un’opportunità strategica per ridurre la frammentazione del TPL, e rafforzare la capacità competitiva delle aziende. Le imprese meno strutturate, in particolare, potrebbero trovarsi in difficoltà nell’affrontare il nuovo scenario competitivo imposto dai bandi di gara.

Il 2026 si preannuncia come un anno cruciale per il TPL in Italia: l’integrazione e la razionalizzazione dei servizi diventeranno sempre più necessarie per garantire un sistema di trasporto pubblico efficiente e sostenibile.

Esplora i nostri progetti in ambito M&A

Articolo precedente

Copyright ©️ 2025 | Basco&T Consulting | Tutti diritti riservati

Seguici sui nostri social:

Potrebbero interessarti anche:

Vuoi rimanere aggiornato sui nostri contenuti? Compila il modulo!