Un’analisi basata sui dati demografici previsionali dell’ISTAT per il periodo 2024-2045, integrati con le informazioni dell’ultimo “Rapporto sulla mobilità degli italiani” di ISFORT. Lo studio esamina il rapporto tra il declino demografico e le dinamiche della mobilità, evidenziando le principali trasformazioni territoriali e i nuovi modelli di domanda di trasporto.

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Le previsioni demografiche ISTAT per il periodo 2024-2045 evidenziano un calo complessivo della popolazione italiana di circa 2,95 milioni di abitanti (-5%). Il Nord registra una lieve crescita (+0,4%), mentre il Centro e il Sud subiscono una significativa contrazione (-4,2% e -13% rispettivamente).

Le previsioni indicano le regioni meridionali come le più colpite dal declino demografico con perdite importanti in Campania (-12%), Sicilia (-13%), Puglia (-13,1%) e Sardegna (-16,2%). Al contrario, la Lombardia (+3,3%) e l’Emilia-Romagna (+3,1%) risultano in crescita. Le tendenze demografiche delineano un progressivo svuotamento delle aree meno dinamiche, in favore di regioni economicamente più attrattive. Questo fenomeno accentua la concentrazione urbana e favorisce una polarizzazione della mobilità verso i grandi centri.

Le dinamiche demografiche descritte trovano un riscontro diretto nelle proiezioni del “Rapporto ISFORT sulla mobilità degli italiani – 2024”, che evidenzia un calo della popolazione del -4% entro il 2044 nello scenario mediano e fino a -8% in uno scenario pessimistico. Particolarmente significativa è la diminuzione delle fasce giovanili: -28% tra i 14-19 anni e -22% tra i 20-24 anni. Parallelamente, la popolazione over 75 è prevista in crescita del +41%.
Il Rapporto ISFORT sottolinea anche l’impatto dello smart working sulla mobilità: nel 2023, circa 3,5 milioni di lavoratori erano in smart working, con una previsione di aumento a 3,75 milioni nel 2025. Rispetto ai lavoratori in presenza, il lavoro da casa riduce gli spostamenti sistematici e porta le persone a muoversi principalmente al di fuori delle ore di punta.
Le previsioni demografiche ISTAT e il Rapporto ISFORT evidenziano come il calo della popolazione modificherà significativamente la domanda di mobilità. Si stima una riduzione del -7% negli spostamenti complessivi e una contrazione più marcata negli spostamenti della fascia giovanile (14-19 anni) del -28% . Queste trasformazioni impongono una riflessione sulla rimodulazione del trasporto pubblico locale.
Di conseguenza, il trasporto pubblico, storicamente più dipendente dalle fasce giovani e lavorative, si troverà ad affrontare una modifica della domanda e un necessario ripensamento dei servizi tra spostamenti ridotti, concentrazione urbana e una crescente domanda di servizi per una popolazione anziana (per cui è stimata una crescita del +39% nella fascia di età 75-84). In questo contesto, soluzioni flessibili e adattabili, come i servizi a chiamata, possono rispondere a una domanda meno concentrata e più frammentata sul territorio.
Un approfondimento sulle potenzialità dei servizi a chiamata è stato discusso in un precedente articolo.
Dati utilizzati



