Come superare le disparità regionali
Criteri di distribuzione del Fondo Nazionale Trasporti
Il Fondo Nazionale Trasporti (FNT), è un meccanismo di finanziamento istituito nel 2011 dal governo italiano nell’ambito del processo di federalismo fiscale, che mira a sostenere il trasporto pubblico locale su gomma e ferro, rappresentando una risorsa strategica per il TPL.
Dotazione e ripartizione del Fondo Nazionale Trasporti (FNT) nel 2023
Nel 2023, il FNT ha raggiunto una dotazione complessiva di 5,054 miliardi di euro, distribuiti seguendo un sistema misto che combina la storicità dei finanziamenti con criteri di premialità legati ai costi standard.

L’allocazione del Fondo Nazionale Trasporti avviene attraverso due componenti principali:
Quota storica (96,4%): calcolata sulla base delle assegnazioni storiche alle regioni, tiene conto di parametri come: la popolazione servita, la domanda di trasporto pubblico, l’estensione e la complessità del sistema TPL regionale.
Quota premialità (3,6%): questa componente è destinata a premiare le regioni che dimostrano un miglioramento nella gestione del trasporto pubblico. I criteri per l’assegnazione includono l’efficienza dei servizi, la sostenibilità ambientale e l’aumento dell’utenza. Tuttavia, tale quota premiale, vista l’incidenza sul totale delle risorse assegnate, ha un impatto limitato.
Il sistema di ripartizione attuale evidenzia una transizione incompleta verso un modello meritocratico basato sulla qualità e sull’efficienza. La predominanza della componente storica favorisce le regioni tradizionalmente più finanziate, mentre l’introduzione dei costi standard, seppur rappresentativa di un passo iniziale, ha un impatto ancora marginale sull’equilibrio complessivo della distribuzione. Secondo tale criterio di ripartizione, Lombardia (17,4%), Lazio (11,7%) e Campania (11,1%) sono le regioni che ricevono quote maggiori del fondo.

Prendendo in considerazione la sola distribuzione per quota di premialità, regioni come Campania, Piemonte, Lombardia e Calabria appaiono penalizzate, con una quota di premialità inferiore rispetto al peso della loro quota storica.

La Campania, con una quota storica dell’11,1%, vede una premialità ridotta al 4,2%, equivalente a circa €7,5 milioni, evidenziando un deficit significativo (-6,9%). Regioni come il Lazio e l’Emilia–Romagna mostrano un trend opposto. L’Emilia-Romagna, ad esempio, passa da una quota storica del 7,4% a una premialità dell’11,8% (circa €21 milioni) con un saldo positivo di +4,4%.
Dinamiche demografiche e nuove esigenze territoriali

Considerando anche l’andamento demografico, la variazione di popolazione che si è manifestata tra il 2003 e il 2023 influisce significativamente sulle esigenze di pianificazione e finanziamento del TPL. Regioni in crescita demografica, come Emilia-Romagna (+10%) e Veneto (+7%), sperimentano un aumento della domanda di trasporto pubblico, richiedendo maggiori investimenti per adeguare le infrastrutture e i servizi.
Al contrario, regioni in calo demografico, come Molise (-2%) e Calabria (-8,6%), pur presentando teoricamente una minore domanda, necessitano comunque di servizi minimi per garantire la mobilità. Tali dinamiche evidenziano il bisogno di un sistema più flessibile e attento alle trasformazioni territoriali.
Limiti e disparità nel sistema di ripartizione
Secondo l’analisi della distribuzione del Fondo Nazionale Trasporti (FNT) per abitante tra le varie regioni, emergono significative disparità nel fondo pro capite.

La Basilicata (147,2 €), la Liguria (135,9 €) e il Molise (127,5 €) risultano le regioni con il fondo pro capite più alto. Questo è principalmente dovuto alla loro popolazione ridotta rispetto all’ammontare complessivo dei fondi ricevuti, generando valori pro capite superiori alla media.
Al contrario, nelle regioni più densamente popolate come Lombardia e Campania, l’impatto delle risorse ricevute viene diluito dalla maggiore domanda di trasporto pubblico. Ciò può portare ad una sottostima delle necessità di queste aree in termini di finanziamenti adeguati.
Questi dati riflettono una tendenza strutturale in cui regioni meno popolate ricevono una quantità di fondi che non è necessariamente proporzionale alla densità abitativa o alla domanda di trasporto.
Anche la Corte Costituzionale evidenzia le criticità di un modello da aggiornare
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 133 del 9 maggio-18 luglio 2023, ha evidenziato la necessità di completare il percorso normativo avviato con la legge n. 42/2009, finalizzato alla transizione verso un sistema di finanziamento basato su costi e livelli di servizio standard per garantire una distribuzione equa delle risorse e servizi di qualità omogenea su tutto il territorio nazionale.
Prospettive future
Il Fondo Nazionale Trasporti è un elemento fondamentale per il sostegno al trasporto pubblico locale (TPL), tuttavia la sua attuale distribuzione mostra delle criticità legate alle modalità di assegnazione delle risorse. La stabilità offerta dalla ripartizione storica e gli incentivi legati alla premialità sono aspetti centrali, ma è evidente la necessità di adattare il sistema alle nuove sfide e richieste del territorio.
Per migliorare l’efficacia e l’equità del Fondo, potrebbe essere utile considerare un approccio più dinamico che tenga conto dei cambiamenti demografici e delle specifiche esigenze locali. È fondamentale, a tal fine, impiegare criteri di ripartizione costantemente aggiornati, che garantiscano una maggiore trasparenza nei parametri che regolano l’assegnazione della quota di premialità.
Una riflessione in questa direzione potrebbe contribuire a garantire un sistema di mobilità più equilibrato e sostenibile a livello nazionale.