In Piemonte il percorso verso le gare del TPL è già a uno stadio avanzato: AMP ha completato negli ultimi anni analisi, consultazioni e approfondimenti tecnici che hanno portato alla redazione delle relazioni sui lotti per tutti e 4 i bacini regionali. I soli servizi destinati a gara valgono complessivamente 56,4 milioni di veicoli-km/anno, con circa 112,6 milioni di euro/anno di corrispettivo, 60,6 milioni di euro/anno di ricavi tariffari attesi e un valore medio di 3,07 euro/km. Ne emerge un quadro già pronto per il mercato, fondato su basi trasportistiche, economiche e regolatorie solide.

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Il Piemonte arriva alla nuova stagione delle gare del TPL con un’impostazione già definita e con una base tecnica solida. Il punto centrale non è soltanto che le procedure dovranno partire, ma che a monte è già stato svolto un lavoro approfondito di analisi, consultazione e costruzione dei perimetri di gara. È questo il dato che emerge con chiarezza dal quadro dei quattro bacini regionali.
AMP ha infatti sviluppato nel corso degli ultimi anni un’attività istruttoria che ha portato alla redazione delle relazioni sui lotti per tutti i bacini piemontesi: Metropolitano, Sud, Sud Est e Nord Est. In queste relazioni vengono definiti i servizi da mettere a gara, vengono isolate le componenti in-house, vengono separati i servizi in area a domanda debole quando necessario e vengono quantificate le principali variabili industriali ed economiche: chilometri annui, corrispettivi, ricavi tariffari attesi, velocità commerciali e valori unitari per km.
Il primo elemento di rilievo è proprio la chiarezza dei perimetri. Nel Bacino Metropolitano, ad esempio, la quota effettivamente destinata a gara è costituita da due lotti, Nord e Sud, mentre restano esclusi il lotto in-house GTT e il sublotto in area a domanda debole. I servizi effettivamente a gara valgono 18,7 milioni di km/anno, con un corrispettivo di 37,9 milioni di euro/anno e ricavi tariffari attesi per 20,4 milioni di euro/anno. Il valore medio complessivo è pari a 3,11 euro/km. In termini territoriali, i lotti coprono un arco molto ampio del bacino: Chivasso, Ivrea, Canavese, Val di Susa, Valli di Lanzo, Carmagnola, Chieri, Pinerolo e Val Pellice.
Nel Bacino Sud la configurazione è altrettanto lineare: 2 lotti a gara, Est e Ovest, che insieme sommano 16,2 milioni di km/anno. Il corrispettivo annuo è pari a 31,9 milioni di euro, mentre i ricavi tariffari attesi raggiungono 17,2 milioni di euro. Il valore medio è di 3,04 euro/km, con un corrispettivo unitario di 1,98 euro/km e ricavi attesi di 1,06 euro/km. Il bacino comprende l’intera provincia di Cuneo, con i principali poli di Alba, Bra, Cuneo, Fossano, Mondovì, Saluzzo e le valli, ed è oggi servito dal Consorzio Granda Bus, che raggruppa 13 aziende.
Nel Bacino Sud Est il modello è quello di 2 lotti a gara, corrispondenti alle aree AT e AL, con esclusione del lotto dedicato all’area a domanda debole della Val Borbera. I servizi destinati al mercato competitivo totalizzano 13,87 milioni di km/anno, con un corrispettivo di 28,59 milioni di euro/anno e ricavi tariffari attesi di 15,40 milioni di euro/anno. Il valore medio complessivo è di 3,17 euro/km. Il perimetro territoriale comprende Asti, Canelli, Villanova d’Asti, Alessandria, Casale Monferrato, Altavilla, Novi Ligure e Ovada, in un contesto caratterizzato da una pluralità di operatori.
Il Bacino Nord Est presenta una struttura più articolata, perché accanto ai servizi destinati a gara mantiene anche perimetri in-house. La quota messa a gara è comunque già chiaramente individuata: 2 lotti, con esclusione di 2 lotti in-house e dei servizi in area a domanda debole. I lotti a gara valgono 7,6 milioni di km/anno, con un corrispettivo di 14,2 milioni di euro/anno e ricavi tariffari attesi per 7,7 milioni di euro/anno. Il valore medio si attesta a 2,86 euro/km, il più basso dei quattro bacini, con 1,86 euro/km di corrispettivo e 1,00 euro/km di ricavi attesi. Le aree servite sono quelle del Cusio Ossola e del Novara-Valsesia.
Se si guarda il quadro complessivo, emerge un dato molto significativo: i soli servizi a gara nei quattro bacini piemontesi valgono 56,4 milioni di km/anno, con 112,6 milioni di euro di corrispettivo, 60,6 milioni di euro di ricavi tariffari attesi e una media di 3,07 euro/km. Questa dimensione non fotografa soltanto un insieme di lotti, ma restituisce il profilo industriale delle gare piemontesi: una massa critica importante, distribuita su quattro bacini con caratteristiche differenti ma con una medesima impostazione di fondo.
A rendere ancora più evidente il livello di maturazione del percorso è anche la dotazione di mezzi associata ai bacini messi a gara. Nel complesso si parla di 1.420 autobus e 1.702 PAO, a conferma del fatto che non si è di fronte a perimetri marginali o residuali, ma a una parte molto rilevante dell’offerta di TPL piemontese.
Il messaggio di fondo è quindi semplice ma molto forte: in Piemonte sono già state fatte le dovute analisi e i necessari approfondimenti. AMP ha costruito le basi perché i quattro bacini possano andare a gara con un impianto chiaro, leggibile e difendibile, distinguendo ciò che va al mercato da ciò che resta in-house e da ciò che richiede discipline specifiche per la domanda debole. In un settore dove troppo spesso il problema sta proprio nella mancanza di definizione preliminare, questo rappresenta un passaggio decisivo.
Più che di una fase preparatoria ancora da avviare, si può parlare quindi di una macchina già impostata. I dati economici, i perimetri di servizio e la struttura dei lotti mostrano che il Piemonte ha già compiuto il lavoro più delicato: trasformare il sistema esistente in una piattaforma concreta per le future gare.



