L’analisi, condotta su 15 città italiane, confronta il costo del biglietto corsa semplice delle rispettive aziende di TPL tenendo conto del potere d’acquisto locale, ovvero la capacità di un individuo di acquistare beni e servizi in relazione al costo della vita nella propria area di residenza. Attraverso l’Affordability Index, emerge come il prezzo nominale del biglietto corsa semplice non rifletta sempre il suo effettivo impatto economico sui cittadini.

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Metodologia
L’analisi si basa su tre variabili chiave:
- Prezzo nominale del biglietto corsa singola nelle diverse città italiane (dati 2024).
- Potere d’acquisto locale, una misura che esprime quanta quantità di beni e servizi un individuo può acquistare con il proprio reddito, tenendo conto del costo della vita nel luogo in cui vive. I dati sono stati ricavati dalla piattaforma Numbeo e normalizzati su scala italiana, ponendo l’indice medio nazionale pari a 100, ottenuto dividendo il potere di acquisto in scala New York per la media italiana di 90,4.
- Affordability Index dei titoli di viaggio, ottenuto rapportando il prezzo del biglietto corsa singola al potere d’acquisto locale.
Per ciascuna città è stato inoltre calcolato lo scostamento percentuale tra l’Affordability Index dei titoli di viaggio e il prezzo del biglietto corsa semplice, indicatore che segnala quanto il costo reale del biglietto si discosta dal suo valore apparente.

Elaborazione Basco&T Consulting su dati Numbeo
Risultati principali
Napoli: il prezzo più oneroso in termini relativi
- Prezzo biglietto corsa singola: €1,30
- Prezzo Affordability Index: €1,55
- Variazione: +19,2%
Nonostante il biglietto sia tra i meno costosi, Napoli presenta l’aumento percentuale più elevato rispetto al potere d’acquisto. Questo riflette un forte squilibrio tra prezzi e capacità economica locale, che rende il biglietto il più caro in proporzione tra le città analizzate.
Le città con il biglietto più costoso in valore assoluto
A Bologna, il biglietto singolo ha un prezzo del biglietto corsa singola di 2,30 euro, che sale a 2,46 euro in termini effettivi, con un incremento del 7% rispetto al valore apparente. A Milano, il biglietto da 2,20 euro pesa in realtà 2,43 euro, ovvero il 10,5% in più rispetto al prezzo nominale. Anche Treviso mostra una dinamica simile: il biglietto da 2,00 euro ha un prezzo effettivo di 2,22 euro, con uno scostamento dell’11,1%.
Città in equilibrio tra prezzo e potere d’acquisto
In diverse città italiane, il costo del biglietto singolo risulta sostanzialmente in linea con la capacità di spesa dei residenti. A Roma, il prezzo nominale di 1,50 euro corrisponde a un prezzo effettivo di 1,51 euro (+0,7%), mentre a Trieste il valore nominale ed effettivo coincidono (1,50 euro). Padova, invece, presenta un prezzo effettivo leggermente superiore al nominale: il biglietto da 1,70 euro “pesa” in realtà 1,74 euro (+2,0%).
Le città più vantaggiose in termini relativi
Catania si distingue nettamente come la città dove il biglietto singolo è più accessibile in rapporto al potere d’acquisto. Il prezzo nominale di 1,40 euro si traduce in un prezzo effettivo di soli 1,06 euro, con una riduzione del 24,3%. Anche Bergamo offre un vantaggio economico: il biglietto da 1,70 euro ha un prezzo effettivo di 1,53 euro (–10%). Anche Genova rientra in questa categoria con un risparmio del 6% rispetto al prezzo nominale.
Conclusioni
L’analisi condotta evidenzia come il prezzo di un biglietto del trasporto pubblico urbano, se osservato isolatamente, non restituisca una misura completa del suo impatto economico sui cittadini.
Attraverso l’integrazione con l’indice di potere d’acquisto locale, abbiamo potuto calcolare il prezzo effettivo del biglietto per ciascuna città e la relativa variazione rispetto al prezzo nominale. Questo consente di osservare differenze significative tra territori, legate non solo al costo del servizio, ma anche al contesto socio-economico in cui è erogato.
Casi come quelli di Catania e Napoli illustrano bene come, a parità di prezzo nominale, l’impatto sul potere d’acquisto possa variare in modo rilevante. Allo stesso modo, città con biglietti più costosi in valore assoluto — come Milano, Bologna o Treviso — possono presentare incidenze economiche diverse a seconda del reddito medio e del livello dei prezzi locali.
Questa lettura non ha l’ambizione di fornire giudizi di merito o soluzioni, ma intende semplicemente offrire uno strumento comparativo utile a comprendere le dinamiche territoriali nella fruizione economica del trasporto pubblico urbano.


