RECIDIVI NEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE: QUANDO LE SANZIONI SI ACCUMULANO MA NON VENGONO RISCOSSE

Recidivi nel Trasporto Pubblico Locale

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Nel trasporto pubblico locale esiste una categoria di evasori che non si limita a viaggiare occasionalmente senza biglietto. Sono i recidivi, passeggeri che continuano a utilizzare il servizio senza titolo di viaggio e ad accumulare sanzioni, spesso per anni, senza provvedere al pagamento.

Il campione analizzato conta complessivamente 1.024 violazioni. Il numero medio è pari a circa 170 sanzioni per persona, con valori compresi tra 121 e 268 verbali.

Il dato più significativo riguarda però i pagamenti. Cinque soggetti su sei non hanno pagato neppure una delle sanzioni ricevute. Il solo soggetto che presenta dei versamenti ha saldato appena 2 verbali su 126, lasciandone insoluti 124.

In termini complessivi, il tasso di pagamento del campione è quindi pari ad appena lo 0,20%.

Recidivi nel trasporto pubblico locale

Il limite di una sanzione non riscossa

Questi numeri dimostrano che, in assenza di una procedura di recupero efficace, la reiterazione dei controlli rischia di generare esclusivamente un crescente stock di crediti difficilmente esigibili.

La sanzione conserva la propria funzione deterrente soltanto quando il destinatario percepisce come concreta la probabilità di doverla pagare. Quando, al contrario, decine o centinaia di verbali possono accumularsi senza conseguenze economiche effettive, il meccanismo perde progressivamente efficacia.

Per il recidivo, la multa rischia così di trasformarsi da costo reale a semplice registrazione amministrativa. Per l’azienda di trasporto, invece, ogni nuovo verbale comporta attività di controllo, gestione documentale, notifica e recupero, senza necessariamente produrre un corrispondente flusso finanziario.

La controlleria genera quindi un credito, ma è la riscossione a trasformarlo in una risorsa economica per il sistema del trasporto pubblico.

Dall’identificazione alla riscossione

Le evidenze mostrano che il problema non può essere affrontato soltanto aumentando il numero dei controlli. È necessario rafforzare l’intera catena successiva alla contestazione:

  • individuazione tempestiva dei soggetti recidivi;
  • monitoraggio delle posizioni debitorie accumulate;
  • notifiche e solleciti nei tempi previsti;
  • procedure di recupero più rapide e strutturate;
  • attivazione degli strumenti di riscossione coattiva nei confronti delle posizioni maggiormente rilevanti.

La disponibilità di dati anagrafici corretti rappresenta un presupposto fondamentale. Tuttavia, se tali informazioni non vengono utilizzate per rendere sistematico il recupero del credito, il vantaggio dell’identificazione rimane soltanto potenziale.

Conclusioni

Il caso dei recidivi mostra con particolare chiarezza che il contrasto all’evasione non termina con l’emissione del verbale. Un sistema capace di produrre migliaia di sanzioni, ma non di riscuoterle, rischia di colpire soprattutto chi paga spontaneamente, lasciando sostanzialmente invariato il comportamento degli evasori più sistematici.

L’obiettivo non deve essere semplicemente elevare più multe, ma fare in modo che le sanzioni abbiano conseguenze concrete, proporzionate e prevedibili.

Una sanzione non riscossa non rappresenta soltanto un mancato incasso: riduce la credibilità dell’intero sistema di controllo. Rafforzare la riscossione significa quindi recuperare risorse, tutelare i passeggeri in regola e restituire alla sanzione la sua effettiva funzione deterrente.

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